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Salvo Tgweb

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Con l'ex magistrato Gherardo Colombo

Colombo ad Agrigento.
Articoli e  video:
link1; link2; link3.

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Ad Enna con il giornalista Lirio Abbate.
Presentazione del libro "I Complici. Tutti gli uomini di Bernardo Provenzano da Corleone al Parlamento". (di Abbate e Gomez)

Incontro “Terra di mafia e di lotta alla mafia”
svoltosi a Palma di Montechiaro (AG)
foto con M. Travaglio (ottobre 2006)

Con M. Travaglio e S. Guzzanti in occasione della presentazione di "Intoccabili" e  "Reperto Raiot" a Palermo (2005)

 

V-DAY Agrigento

foto del V-Day agrigentino foto (clicca qui) e anche il video (clicca qui)

V2-DAY 

Qui il video del secondo v-day

V2-Day il video (clicca qui)

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Manifesti "Amici di Beppe Grillo con Sonia Alfano presidente". Regionali 2008.

Con Sonia Alfano in visita presso il nosocomio agrigentino. (foto di Elio Di Bella)

Sonia Alfano ad Agrigento elezioni Europee 2009

 

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TUTTI GLI ANIMALI SONO UGUALI MA ALCUNI ANIMALI SONO PIU' UGUALI DEGLI ALTRI   G. Orwell
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“La tragedia dell’Italia è la sua putrefazione morale, la sua indifferenza, la sua vigliaccheria”. Piero Calamandrei
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"Non è la libertà che manca.
Mancano gli uomini liberi".          Leo Longanesi
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"Può stare nel luogo santo chi ha mani innocenti e cuore puro. Mani innocenti sono mani che non vengono usate per atti di violenza. Sono mani che non sono sporcate con la corruzioni e con tangenti. Cuore puro, quando il cuore è puro? E' puro un cuore che non si macchia con menzogna e ipocrisia, un cuore che rimane trasparente come acqua sorgiva perchè non conosce doppiezza".
Papa Benedetto XVI
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Oggi la nuova resistenza in che cosa consiste. Ecco l'appello ai giovani: di difendere queste posizioni che noi abbiamo conquistato; di difendere la Repubblica e la democrazia. E cioè, oggi ci vuole due qualità a mio avviso cari amici: l'onestà e il coraggio. L'onestà... l'onestà... l'onestà. [...] E quindi l'appello che io faccio ai giovani è questo: di cercare di essere onesti, prima di tutto: la politica deve essere fatta con le mani pulite. Se c'è qualche scandalo. Se c'è qualcuno che dà scandalo; se c'è qualche uomo politico che approfitta della politica per fare i suoi sporchi interessi, deve essere denunciato!       Sandro Pertini

Per me libertà e giustizia sociale, che poi sono le mete del socialismo, costituiscono un binomio inscindibile: non vi può essere vera libertà senza la giustizia sociale, come non vi può essere vera giustizia sociale senza libertà. Ecco, se a me socialista offrissero la realizzazione della riforma più radicale di carattere sociale, ma privandomi della libertà, io la rifiuterei, non la potrei accettare. [...] Ma la libertà senza giustizia sociale può essere anche una conquista vana. Si può considerare veramente libero un uomo che ha fame, che è nella miseria, che non ha un lavoro, che è umiliato perché non sa come mantenere i suoi figli e educarli? Questo non è un uomo libero.       S. Pertini

Sono del parere che la televisione rovina gli uomini politici, quando vi appaiono di frequente.                              S. Pertini
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Non è necessario essere socialisti per amare Pertini. Qualunque cosa egli dica o faccia, odora di pulizia, di lealtà e di sincerità.                 Indro Montanelli
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"Veramente la scoperta che c'è un'Italia berlusconiana mi colpisce molto: è la peggiore delle Italie che io ho mai visto, e dire che di Italie brutte nella mia lunga vita ne ho viste moltissime. L'Italia della marcia su Roma, becera e violenta, animata però forse anche da belle speranze. L'Italia del 25 luglio, l'Italia dell'8 settembre, e anche l'Italia di piazzale Loreto, animata dalla voglia di vendetta. Però la volgarità, la bassezza di questa Italia qui non l'avevo vista né sentita mai. Il berlusconismo è veramente la feccia che risale il pozzo". Indro Montanelli


9 ottobre 2009

Bocciato il lodo Alfano!

 

La "bocciatura" del cosiddetto lodo Alfano ha dimostrato che aveva ragione chi raccoglieva le firme per spazzare via questa ignobile legge (tramite referendum).

Con molto piacere ricordo che nella provincia di Agrigento sono state raccolte a tal fine più di 10.000 firme.
Alle persone che la pensavano diversamente, come è loro diritto, vorrei solo porgere l'invito a leggere e ad amare questa nostra Costituzione e a valutare bene chi - come il sig. Silvio Berlusconi - la considera una palla al piede, oltre a  definirla "filosovietica".
Sappiamo bene che questa Costituzione ci è invidiata da tutti i Paesi democratici; e che essa sembra addirittura aver ispirato i principi enunciati nella Dichiarazione universale dei diritti umani.

Riporto un mio articolo con il quale, oltre ad invitare a firmare per l'abolizione del cd. Lodo, indicavo le "insuperabili perplessità di legittimità costituzionale" sollevate dai costituzionalisti.

ecco il testo:
Ancora una volta siamo chiamati ad esprimerci su una questione molto delicata che riguarda la messa in discussione di quei principi fondamentali sui quali è basata la nostra Carta Costituzionale. Come sapete, la Legge delle Leggi, la nostra amata Costituzione, giorno dopo giorno è  bersaglio di forti attacchi - da parte di una classe politica sempre più  arrogante e dispotica - che, minandone le basi, riescono a snaturarla ed a stravolgerla. E’ giunto il momento di dire basta e far sentire la nostra voce. Voce di cittadino stanco di essere un umile suddito. Cittadino che ha il dovere di non restare a casa, di non girarsi dall’altra parte, perché consapevole che la prossima volta sarà anche peggio. Che “l’ultima volta” sarà a sua volta la “penultima volta”.  Che la dignità non ha prezzo.
Ogni volta si sperimentano leggi indecenti e si misura il grado di indignazione del popolo. Se non seguono sufficienti reazioni la classe dirigente sa che è possibile continuare ad osare, perché il popolo è assuefatto, il grado di indignazione è prossimo allo zero (grazie anche ad un’informazione inesistente e servizievole).

Il lodo Alfano è una legge che va ai più presto eliminata. Innanzitutto, la Costituzione esclude che il popolo possa, con il voto, rendere immuni i titolari di cariche elettive da procedimenti giudiziari (cfr. art.1 cost.). E questo è ciò che avviene in questo momento. In merito ancora al cosiddetto Lodo, i costituzionalisti parlano di "insuperabili perplessità di legittimità costituzionale" ; rilevano inoltre che il Lodo Alfano "viola, oltre alla ragionevole durata dei processi e all'obbligatorietà dell'azione penale, anche e soprattutto l'art. 3, comma 1 Cost., secondo il quale tutti i cittadini "sono eguali davanti alla legge".       
 >>continua>>>
 leggi tutto e apri i link di approfondimento


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25 settembre 2009

Angelino Alfano e il giudice Rosario Livatino. C'è forse antinomia?


“Allora dobbiamo essere governati da gente legata alla mafia.. è un Paese civile o no? ...è così! bisogna essere umiliati!”.
Queste le parole pronunciate da Paolo Sylos Labini nel 2001 con le quali vorrei destare gli animi, ormai sopiti, di noi poveri iloti italiani.

La domanda la faccio io: si può essere il burattino di Berlusconi e nel frattempo intitolare una sala del ministero ad un giudice ucciso dalla mafia?
Certo che si può, con quella faccia tosta si può tutto.

Premesso che sicuramente il giudice Livatino merita questo e altro, sono convinto che a lui poco importerebbe avere un'aula intitolata; sicuramente preferirebbe che lo Stato facesse davvero la lotta alla mafia, ed anzi, preferibilmente, che lo Stato non sia un tutt’uno con essa.

Ma veniamo al punto.

Sento il bisogno di esternare il mio stato d’animo in seguito ai servizi mandati in onda ieri su tutti i tg.
Non vi nascondo che sono sempre più nauseato di assistere a cerimonie prive di contenuti, di veder dar lustro a certo ciarpume.
Alfano parla di Livatino come modello “ideale”. E fa bene.
Ma qualcosa non mi convince. Ne parla bene perché il giudice è ormai defunto?
Mi domando quale trattamento avrebbe riservato a lui (un magistrato che faceva il suo dovere) la classe dirigente del Paese, con al seguito le tv padronali.
Chissà, probabilmente sarebbe stato trasferito, calunniato, bastonato col tubo catodico, delegittimato o quant’altro.
Nell’occasione della ricorrenza dell’assassinio del giudice canicattinese, il ministro siciliano elenca una serie di qualità che dovrebbe possedere un giudice, lasciando chiaramente intendere il pensiero suo e della banda bassotti a cui appartiene. E cioè che i giudici oggi sono pieni di pregiudizi ideologici; che giudicano senza obiettività i fatti; che valutano le persone sottoposte al loro giudizio non per quello che hanno commesso ma per quello che sono; non sono e non appaiono sereni e indipendenti; e altre corbellerie del genere.

L’Alfano pensiero è stupendo: il magistrato “ideale” non rilascia interviste.
Si evince da ciò che magistrati come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino non erano dei buoni magistrati, non erano “ideali”. Troppe interviste!
Qualcuno dei presenti poteva farlo notare, ma sembrava male, meglio non disturbare.


Il momento sublime si ha quando l'eccelso Alfano afferma incauto: “Tocca a noi passare il testimone alle nuove generazioni”.
Infatti le nuove generazione hanno ancora impresso nella mente quel grande messaggio lanciato all’unisono da Berlusconi e Marcello Dell’Utri: “Vittorio Mangano eroe!”.

E se Mangano è eroe, per definizione eroi non potranno mai essere Borsellino, Falcone, e neanche Livatino. Perché delle due l’una, o sei mafioso o sei eroe di Stato.

“Io in un paese come questo non voglio vivere, preferisco morire, preferisco andare a trovare mio fratello [Paolo Borsellino], io non posso vivere in un Paese in cui Mangano viene proclamato eroe…”…“Noi non dobbiamo permettere di vivere in un Paese in cui eroe è Mangano e non Emanuela Loi. Noi non possiamo accettare di vivere in un Paese come questo…”

Io sto con Salvatore Borsellino, voi fate pure.








17 febbraio 2009

Silvio Berlusconi l’eterno impunito ringrazia Alfano e gli altri cortigiani.



Berlusconi ha corrotto il testimone David Mills.

Mills condannato a 4 anni e 6 mesi per aver testimoniato il falso.

E Silvio? Impunito, grazie al cosiddetto “Lodo” Alfano.

A cos’altro serviva secondo voi l’ignobile Lodo?


L'articolo su Repubblica.it

MILANO - L'avvocato inglese David Mills è stato condannato a quattro anni e sei mesi per corruzione in atti giudiziari dal Tribunale di Milano. Il legale nel luglio del 2004 aveva raccontato ai pm Fabio De Pasquale e Alfredo Robledo di aver ricevuto 600mila dollari dal gruppo Fininvest per dire il falso nei processi in cui era coinvolto Silvio Berlusconi.>>continua>>



leggi anche:

L’audace colpo del solito noto

Lui fa sempre così: impone un tema a tutti i giornali e tg per nascondere qualcosa di losco.>>continua da voglioscendere.it>>





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permalink | inviato da tgweb il 17/2/2009 alle 16:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa



7 ottobre 2008

Referendum contro Lodo Alfano. Firma anche tu!



Ancora una volta siamo chiamati ad esprimerci su una questione molto delicata che riguarda la messa in discussione di quei principi fondamentali sui quali è basata la nostra Carta Costituzionale. Come sapete, la Legge delle Leggi, la nostra amata Costituzione, giorno dopo giorno è  bersaglio di forti attacchi - da parte di una classe politica sempre più  arrogante e dispotica - che, minandone le basi, riescono a snaturarla ed a stravolgerla. E’ giunto il momento di dire basta e far sentire la nostra voce. Voce di cittadino stanco di essere un umile suddito. Cittadino che ha il dovere di non restare a casa, di non girarsi dall’altra parte, perché consapevole che la prossima volta sarà anche peggio. Che “l’ultima volta” sarà a sua volta la “penultima volta”.  Che la dignità non ha prezzo.
Ogni volta si sperimentano leggi indecenti e si misura il grado di indignazione del popolo. Se non seguono sufficienti reazioni la classe dirigente sa che è possibile continuare ad osare, perché il popolo è assuefatto, il grado di indignazione è prossimo allo zero (grazie anche ad un’informazione inesistente e servizievole).

Il lodo Alfano è una legge che va ai più presto eliminata. Innanzitutto, la Costituzione esclude che il popolo possa, con il voto, rendere immuni i titolari di cariche elettive da procedimenti giudiziari (cfr. art.1 cost.). E questo è ciò che avviene in questo momento. In merito ancora al cosiddetto Lodo, i costituzionalisti parlano di "
insuperabili perplessità di legittimità costituzionale" ; rilevano inoltre che il Lodo Alfano "viola, oltre alla ragionevole durata dei processi e all'obbligatorietà dell'azione penale, anche e soprattutto l'art. 3, comma 1 Cost., secondo il quale tutti i cittadini "sono eguali davanti alla legge"."
(leggi più approfonditamente)



    Sabato 11 ottobre non mancare alla tua occasione per dire BASTA!
    È sufficiente una firma (meglio se ognuno porta almeno un’altra persona a firmare).
    Cerca in questo link il posto più vicino a casa tua.
    Ad Agrigento  si raccoglieranno le firme in piazza Porta di Ponte, inizio di via Atenea,    ore pomeridiane. Chi è interessato a firmare, ma non può raggiungere il luogo prefissato, può anche contattare questo blog.

p.s.
Per approfondire l’argomento, per comprendere la spregiudicatezza e le bugie che vengono raccontate, potete leggere cosa dicono i maggiori costituzionalisti, in merito al cosiddetto lodo Alfano - a questo link.
Potete leggere i contenuti della questione di legittimità costituzionale sollevata dal Pubblico Ministero Fabio De Pasquale - a questo link.
Leggete anche l’ordinanza del Tribunale di Milano che dichiara rilevante e fondata la questione di legittimità – a questo link.
Leggete e scoprite cosa pensavano i Padri Costituenti in merito all’immunità del Presidente della Repubblica (neanche si discuteva di quella del Presidente del Consiglio) - a questo link.
Potete leggere l’articolo “I padrini ricostituenti” - a questo link. (Articolo molto chiaro ed interessante).

Vi informo, inoltre, che tra poco voteranno anche il Lodo Consolo per rendere immuni tutti i Ministri dai reati comuni. Guarda caso, un bel po’ di loro hanno procedimenti penali in corso. Il Lodo Consolo, prende il nome dal senatore aennino Giuseppe  Consolo, che combinazione, è anche avvocato del ministro – sotto processo – Matteoli.





5 luglio 2008

In difesa della Costituzione - leggi e firma l'appello redatto da cento costituzionalisti

Una raccolta di firme in difesa della Costituzione


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Lodo e processi rinviati. Strappo all'uguaglianza

Cento costituzionalisti in campo contro il lodo-Alfano che sospende i processi delle quattro più alte cariche istituzionali e contro la norma blocca-processi. Il documento è intitolato "In difesa della Costituzione" ed è firmato da ordinari di diritto costituzionale e discipline equivalenti: tra essi gli ex presidenti della Consulta Valerio Onida, Gustavo Zagrebelsky e Leopoldo Elia. A coordinare la raccolta di firme è stato Alessandro Pace, presidente dell'Associazione italiana costituzionalisti.


I sottoscritti professori ordinari di diritto costituzionale e di discipline equivalenti, vivamente preoccupati per le recenti iniziative legislative intese: 1) a bloccare per un anno i procedimenti penali in corso per fatti commessi prima del 30 giugno 2002, con esclusione dei reati puniti con la pena della reclusione superiore a dieci anni; 2) a reintrodurre nel nostro ordinamento l'immunità temporanea per reati comuni commessi dal Presidente della Repubblica, dal Presidente del Consiglio dei Ministri e dai Presidenti di Camera e Senato anche prima dell'assunzione della carica, già prevista dall'art. 1 comma 2 della legge n. 140 del 2003, dichiarato illegittimo dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 24 del 2004, premesso che l'art. 1, comma 2 della Costituzione, nell'affermare che "La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione", esclude che il popolo possa, col suo voto, rendere giudiziariamente immuni i titolari di cariche elettive e che questi, per il solo fatto di ricoprire cariche istituzionali, siano esentati dal doveroso rispetto della Carta costituzionale, rilevano, con riferimento alla legge di conversione del decreto legge n. 92 del 2008, che gli artt. 2 bis e 2 ter introdotti con emendamento a tale decreto, sollevano insuperabili perplessità di legittimità costituzionale perché: a) essendo del tutto estranei alla logica del cosiddetto decreto-sicurezza, difettano dei requisiti di straordinaria necessità ed urgenza richiesti dall'art. 77, comma 2 Cost. (Corte cost., sentenze n. 171 del 2007 e n. 128 del 2008); b) violano il principio della ragionevole durata dei processi (art. 111, comma 1 Cost., art. 6 Convenzione europea dei diritti dell'uomo); c) pregiudicano l'obbligatorietà dell'azione penale (art. 112 Cost.), in conseguenza della quale il legislatore non ha il potere di sospendere il corso dei processi, ma solo, e tutt'al più, di prevedere criteri - flessibili - cui gli uffici giudiziari debbano ispirarsi nella formazione dei ruoli d'udienza; d) la data del 30 giugno 2002 non presenta alcuna giustificazione obiettiva e razionale; e) non sussiste alcuna ragionevole giustificazione per una così generalizzata sospensione che, alla sua scadenza, produrrebbe ulteriori devastanti effetti di disfunzione della giustizia venendosi a sommare il carico dei processi sospesi a quello dei processi nel frattempo sopravvenuti; rilevano, con riferimento al cosiddetto lodo Alfano, che la sospensione temporanea ivi prevista, concernendo genericamente i reati comuni commessi dai titolari delle sopra indicate quattro alte cariche, viola, oltre alla ragionevole durata dei processi e all'obbligatorietà dell'azione penale, anche e soprattutto l'art. 3, comma 1 Cost., secondo il quale tutti i cittadini "sono eguali davanti alla legge".

 Osservano, a tal proposito, che le vigenti deroghe a tale principio in favore di titolari di cariche istituzionali, tutte previste da norme di rango costituzionale o fondate su precisi obblighi costituzionali, riguardano sempre ed esclusivamente atti o fatti compiuti nell'esercizio delle proprie funzioni. Per contro, nel cosiddetto lodo Alfano la titolarità della carica istituzionale viene assunta non già come fondamento e limite dell'immunità "funzionale", bensì come mero pretesto per sospendere l'ordinario corso della giustizia con riferimento a reati "comuni".

 Per ciò che attiene all'analogo art. 1, comma 2 della legge n. 140 del 2003, i sottoscritti rilevano che, nel dichiararne l'incostituzionalità con la citata sentenza n. 24 del 2004, la Corte costituzionale si limitò a constatare che la previsione legislativa in questione difettava di tanti requisiti e condizioni (tra cui la doverosa indicazione del presupposto - e cioè dei reati a cui l'immunità andrebbe applicata - e l'altrettanto doveroso pari trattamento dei ministri e dei parlamentari nell'ipotesi dell'immunità, rispettivamente, del Premier e dei Presidenti delle due Camere), tali da renderla inevitabilmente contrastante con i principi dello Stato di diritto.

 Ma ciò la Corte fece senza con ciò pregiudicare la questione di fondo, qui sottolineata, della necessità che qualsiasi forma di prerogativa comportante deroghe al principio di eguale sottoposizione di tutti alla giurisdizione penale debba essere introdotta necessariamente ed esclusivamente con una legge costituzionale.

 Infine, date le inesatte notizie diffuse al riguardo, i sottoscritti ritengono opportuno ricordare che l'immunità temporanea per reati comuni è prevista solo nelle Costituzioni greca, portoghese, israeliana e francese con riferimento però al solo Presidente della Repubblica, mentre analoga immunità non è prevista per il Presidente del Consiglio e per i Ministri in alcun ordinamento di democrazia parlamentare analogo al nostro, tanto meno nell'ordinamento spagnolo più volte evocato, ma sempre inesattamente.

 
L'elenco dei firmatari.

Alessandro Pace, Valerio Onida, Leopoldo Elia, Gustavo Zagrebelsky, Enzo Cheli, Gianni Ferrara, Alessandro Pizzorusso, Sergio Bartole, Michele Scudiero, Federico Sorrentino, Franco Bassanini, Franco Modugno, Lorenza Carlassare, Umberto Allegretti, Adele Anzon Demmig, Michela Manetti, Roberto Romboli, Stefano Sicardi, Lorenzo Chieffi, Giuseppe Morbidelli, Cesare Pinelli, Gaetano Azzariti, Mario Dogliani, Enzo Balboni, Alfonso Di Giovine, Mauro Volpi, Stefano Maria Cicconetti, Antonio Ruggeri, Augusto Cerri, Francesco Bilancia, Antonio D'Andrea, Andrea Giorgis, Marco Ruotolo, Andrea Pugiotto, Giuditta Brunelli, Pasquale Costanzo, Alessandro Torre, Silvio Gambino, Marina Calamo Specchia, Ernesto Bettinelli, Gladio Gemma, Roberto Pinardi, Giovanni Di Cosimo, Maria Cristina Grisolia, Antonino Spadaro, Gianmario Demuro, Enrico Grosso, Anna Marzanati, Paolo Carrozza, Giovanni Cocco, Massimo Carli, Renato Balduzzi, Paolo Carnevale, Elisabetta Palici di Suni, Maurizio Pedrazza Gorlero, Guerino D'Ignazio, Vittorio Angiolini, Roberto Toniatti, Alfonso Celotto, Antonio Zorzi Giustiniani, Roberto Borrello, Tania Groppi, Marcello Cecchetti, Antonio Saitta, Marco Olivetti, Carmela Salazar, Elena Malfatti, Ferdinando Pinto, Massimo Siclari, Francesco Rigano, Francesco Rimoli, Mario Fiorillo, Aldo Bardusco, Eduardo Gianfrancesco, Maria Agostina Cabiddu, Gian Candido De Martin, Nicoletta Marzona, Carlo Colapietro, Vincenzo Atripaldi, Margherita Raveraira, Massimo Villone, Riccardo Guastini, Emanuele Rossi, Sergio Lariccia, Angela Musumeci, Giuseppe Volpe, Omar Chessa, Barbara Pezzini, Pietro Ciarlo, Sandro Staiano, Jörg Luther, Agatino Cariola, Nicola Occhiocupo, Carlo Casanato, Maria Paola Viviani Schlein, Carmine Pepe, Filippo Donati, Stefano Merlini, Paolo Caretti, Giovanni Tarli Barbieri, Vincenzo Cocozza, Annamaria Poggi.

(4 luglio 2008)

 
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27 giugno 2008

Più insicurezza e ingiustizie per i cittadini. Questo doveva essere il vero slogan del Governo Berlusconi. Uguaglianza... Chi è costei?

Il “Governo della sicurezza” stermina la giustizia.

 Al contrario di quanto promesso ci saranno più cittadini senza giustizia e più delinquenti avvantaggiati dal quadro complessivo delle norme che stanno per essere varate.

Leggete e capite la gravità della situazione!

 
L’INCOSTITUZIONALITA’ DELL’EMENDAMENTO “BLOCCA-PROCESSI”

Apri il link sottostante per leggere tutto

http://www.associazionedeicostituzionalisti.it/dottrina/garanzie/pace.html

 
“…irrazionalità dell’esclusione dal provvedimento di sospensione dei soli reati più gravi,  che si pone in palese contrasto con quanto affermato sia da destra che da sinistra durante la recente campagna elettorale, e cioè che dovesse essere prontamente soddisfatta la generale richiesta di sicurezza a fronte della diffusa microcriminalità (mentre qui vengono addirittura esclusi furti, rapine e stupri, e cioè proprio quei reati che il decreto legge n. 92 intenderebbe radicalmente contrastare)…”

“…mancata ricomprensione, tra i reati più gravi (per i quali la sospensione non opera) del reato di corruzione del pubblico ufficiale (tra cui i giudici) e di corruzione in atti giudiziari, che sono forse i reati più gravi in uno «stato di diritto», nel quale la correttezza della conduzione dei processi mira ad assicurare l’eguaglianza di tutti di fronte alla legge…”

 
ANM SU SOSPENSIONE DEI PROCESSI

Apri il link sottostante per leggere tutto

http://www.associazionemagistrati.it/articolo.php?id=183

“…Si tratta di un intervento di cui non si comprendono le finalità e che aggrava la già difficile situazione del processo penale. Abbiamo il dovere di sottolineare le gravissime disfunzioni che deriverebbero dal generalizzato rinvio di un anno di migliaia di processi, anche per fatti di rilevante gravità…”

 

ECCO I REATI PER I QUALI SARA' OBBLIGATORIA LA SOSPENSIONE:

Sequestro di persona art. 605 c.p.
Estorsione art.629 c.p.
Rapina art.628 c.p.
Furto in appartamento art. 624 bis
Furto con strappo
Associazione per delinquere art. 416 c.p.
Stupro e violenza sessuale art. 609 bis c.p.    (strano vero??  ...dopo tanto allarme!)
Aborto clandestino
bancarotta fraudolenta
sfruttamento della prostituzione
frodi fiscali
Usura
Violenza privata

Immigrazione clandestina                 (strano vero??  ...dopo tanto allarme!)

Omicidio colposo con violazione delle norme sulla circolazione stradale

Ecc. ecc. sul su scritto link puoi leggere tutto

 

ESEMPI SU EMENDAMENTO SALVAPROCESSI

Esempio n.1

A) uno straniero irregolare violenta una studentessa alla fermata del tram.

B) un giovane studente cede gratuitamente una dose di hashish ad un coetaneo.

Quale processo faccio per primo?

Risposta: B

Vedi gli altri sul link su riportato

 

 

Ecco il punto di vista del  Financial Times :

“Silvio Berlusconi è in carica da quasi 50 giorni. Assistere allo spettacolo del suo nuovo governo in azione è un po' come mettersi a rivedere un vecchio e brutto film…”

“…Sta anche tentando di introdurre una legge che garantirebbe l'immunità alle alte cariche dello stato italiano, lui compreso. Una legge simile sarebbe impensabile nella quasi totalità degli stati occidentali…”

 leggi tutto 

http://www.osservatoriosullalegalita.org/08/acom/06giu3/2600giufttitalia.htm

 

Per fortuna c’è qualcuno che non dorme mentre uccidono la democrazia

Consiglio la visione di questi video:

manifestazione a Milano

http://www.youtube.com/watch?v=7hC020S9Mjw   (gran discorso di Piero al minuto 4:30)

http://it.youtube.com/watch?v=9lJVJn_S4-8             (intervento di Salvatore Borsellino (fratello di Paolo), Nando Dalla Chiesa)

 

Guarda “L'Empirico e le Intercettazioni”

http://it.youtube.com/watch?v=9wbJcLfQn8w

 




17 giugno 2008

Arrestateci Tutti


Arrestateci Tutti 
(leggi tutto da voglioscendere.it)





Vignetta di Molly Bezzl'Unità, 15 giugno 2008

L’altro giorno, fingendo di avanzare un’”ipotesi di dottrina”, Giovanni Sartori ha messo in guardia sulla Stampa dai ”dittatori democratici” e ha spiegato: “Con Berlusconi il nostro resta un assetto costituzionale in ordine, la Carta della Prima Repubblica non è stata abolita. Perché non c’è più bisogno di rifarla: la si può svuotare dall’interno. Si impacchetta la Corte costituzionale, si paralizza la magistratura… si può lasciare tutto intatto, tutto il meccanismo di pesi e contrappesi. E di fatto impossessarsene, occuparne ogni spazio. Alla fine rimane un potere ‘transitivo’ che traversa tutto il sistema politico e comanda da solo”. Non poteva ancora sapere quel che sarebbe accaduto l’indomani: il governo non solo paralizza la magistratura, ma imbavaglia anche l’informazione abolendo quella giudiziaria. E, per chi non avesse ancora capito che si sta instaurando un regime, sguinzaglia pure l’esercito per le strade.

Nei giorni scorsi abbiamo illustrato i danni che il ddl Berlusconi-Ghedini-Alfano sulle intercettazioni provocherà sulle indagini e i processi. Ora è il caso di occuparci di noi giornalisti e di voi cittadini, cioè dell’informazione. Che ne esce a pezzi, fino a scomparire, per quanto riguarda le inchieste della magistratura. Il tutto nel silenzio spensierato e irresponsabile delle vestali del liberalismo e del garantismo un tanto al chilo. Che, anzi, non di rado plaudono alle nuove norme liberticide. Non si potrà più raccontare nulla, ma proprio nulla, fino all’inizio dei processi. Cioè per anni e anni. Nemmeno le notizie “non più coperte da segreto”, perché anche su quelle cala un tombale “divieto di pubblicazione” che riguarda non soltanto gli atti e le intercettazioni, ma anche il loro “contenuto”. Non si potrà più riportarli né testualmente né “per riassunto”. Nemmeno se non sono più segreti perché notificati agli indagati e ai loro avvocati. Niente di niente.

L’inchiesta sulla premiata macelleria Santa Rita, con la nuova legge, non si sarebbe mai potuta fare. Ma, anche se per assurdo si fosse fatta lo stesso, i giornali avrebbero dovuto limitarsi a comunicare che erano stati arrestati dei manager e dei medici: senza poter spiegare il perché, con quali accuse, con quali prove.
>>continua>>
di Marco Travaglio




16 giugno 2008

L'ONOREVOLE ANGELINO



Intercettazioni di Marco Travaglio, l'Unità dell'11 giugno 2008

Un uomo dotato di un minimo di dignità, al posto di Angelino Alfano, dopo che tutti i suoi dati sulle intercettazioni sono stati sbugiardati da Luigi Ferrarella e Carlo Bonini sulle prime pagine del Corriere e di Repubblica (oltreché su l'Unità), avrebbe già scavato un buco in terra e vi sarebbe sprofondato, rosso di vergogna. E in un altro paese un ministro come Alfano sarebbe già stato dimissionato dal suo governo. Perché delle due l'una: o Alfano è un incompetente, e allora se ne deve andare; o mente, e allora se ne deve andare a maggior ragione.
Invece Angelino è Angelino, il Cainano è il Cainano e l'Italia è l'Italia. Dunque il Guardasigilli ad personam resterà al suo posto e verrà premiato: le sue bugie sono servite a mettere in circolo una carrettata di balle e a trasformare un efficacissimo strumento d'indagine in un'emergenza nazionale che ora allarma anche mezza opposizione e persino il capo dello Stato. Tg e giornali della ditta fanno il resto, rilanciando le panzane come se fossero vere (memorabile la prima pagina del Giornale: «Tutti gli italiani sono intercettati»). La truffa funziona perché sembra basarsi su dati statistici, ma per capire che sono manipolati basterebbe ascoltare l'esordio del ministro (non di un passante) nell'audizione dell'altroieri alla commissione Giustizia della Camera (non al bar o a Porta a Porta): «Secondo un mio calcolo empirico e non scientifico, è probabilmente intercettata una grandissima parte del nostro Paese». Capito? Lui fa i calcoli empirici.
>>continua>>


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15 giugno 2008

Il Ministro Alfano prova a truffare con le parole i telespettatori - Ecco la balla:

Musica per organi caldi

alfano_intercettazioni.jpg

Musica per organi caldi. Tendini, polmoni, cuori. La clinica Santa
Rita di Milano
con il suo tariffario delle morti è il sintomo, non la malattia. La spesa della Regione Lombardia è per il 60/70% sanità. I soldi che Formigoni riceve dallo Stato vanno, in massima parte, a ospedali, cliniche, medici, paramedici, infermieri. Pubblici e privati. I partiti sono i grandi elemosinieri della sanità lombarda, occupano le ASL con i loro uomini, impongono i loro dirigenti. Potere, voti, carriere. C’è voluta la magistratura per scoprire che il Santa Rita era una macelleria alla milanese. Nessun controllo da parte della Regione. Eppure la clinica era sempre nelle top ten dei decessi. Eppure i dipendenti della clinica accusano l’ASL di aver saputo “dal settembre del 2007, ma di non essere intervenuta prontamente”. Chi paga, la Regione, dovrebbe verificare che chi riscuote, cliniche e ospedali, siano in regola, ma non lo fa. Pagare senza verificare crea il tumore a piè di lista. Ma la Regione non è nelle condizioni di POTER verificare. I controlli sono effettuati da 10 dipendenti dell’ASL. Sono i terribili ispettori del NOC, Nucleo Operativo di Controllo. In 10 devono controllare 800.000 cartelle cliniche all’anno. Una missione impossibile. Se Formigoni non può controllare, perché può comunque pagare? Se il NOC ha come referente la Regione non ha forse un conflitto di interessi? Se sorprende un politico con le mani in una marmellata di prostata cosa fa? Denuncia o chiude gli occhi? Quando i controlli sono resi a priori inesistenti una ragione c’è. Non è un problema di risorse. E’ un problema di connivenze, di tangenti, di mazzette. Dove non ci sono controlli la corruzione ha le mani libere. Chi lo vuole? Quello che è successo al Santa Rita è il prodotto interno lordo del cancro applicato alla politica. Il successore di Mastella, Angelino Alfano, promosso sul campo dallo psiconano, ha rassicurato i cittadini. Le intercettazioni al Santa Rita ci sarebbero state anche con la nuova legge sulle intercettazioni. Quella che fissa l’asticella ai reati per cui è prevista una pena di più di dieci anni. Angelino ha riso, un po’ come l’infame Franti nel libro: “Cuore”. E ha detto: “Quelli lì sono finiti in galera per omicidio! Sono super intercettabili, ci mancherebbe altro…”. Franti Alfano ha dimenticato un particolare, le intercettazioni sono state eseguite pertruffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche” e per “falso in atto pubblico”. Solo in seguito si sono scoperti i presunti omicidi. Truffa e falso sono puniti con sei anni con la legge Franti. Quindi non intercettabili. Per salvare lo psiconano l’Italia si è trasformata in un Paese di delinquenti a piede libero. Per intercettarlo i giudici dovranno accusarlo almeno di strage.

dal blog di beppe grillo

Ragazzi, questi ci provano in tutti i modi a farla bere agli incauti cittadini, pur di difendere i loro interessi di bottega!


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17 novembre 2007

vittime di mafia? valgono meno di quelle del terrorismo.


Morti di serie B



Totò paragonava la morte alla “livella” che, alla fine della vita, rende finalmente tutti uguali. Ma, per sua fortuna, non aveva visto all’opera il Parlamento italiano della XV legislatura, che due giorni fa, approvando la legge finanziaria, ha deciso di tenere separate le sorti delle vittime del terrorismo da quella delle vittime della mafia. Le prime ricevono dallo Stato un sussidio più che doppio rispetto alle seconde. Le vite dei magistrati, poliziotti, carabinieri, giornalisti, politici, sacerdoti, semplici cittadini ammazzati dai mafiosi valgono meno di quelle di chi ha avuto la fortuna di essere assassinato dai brigatisti rossi e neri.

Per questo Sonia Alfano e Tina Montinaro, rispettivamente figlia del giornalista Beppe ammazzato da Cosa Nostra e vedova di Antonio ucciso nella strage di Capaci mentre faceva da scorta a Giovanni Falcone, sono da due giorni incatenate alla cancellata della Prefettura di Palermo, insieme ai parenti di altre vittime “di serie B”, cioè delle cosche. >>continua >>
Marco Travaglio su voglioscendere.it


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