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Salvo Tgweb

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Con l'ex magistrato Gherardo Colombo

Colombo ad Agrigento.
Articoli e  video:
link1; link2; link3.

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Ad Enna con il giornalista Lirio Abbate.
Presentazione del libro "I Complici. Tutti gli uomini di Bernardo Provenzano da Corleone al Parlamento". (di Abbate e Gomez)

Incontro “Terra di mafia e di lotta alla mafia”
svoltosi a Palma di Montechiaro (AG)
foto con M. Travaglio (ottobre 2006)

Con M. Travaglio e S. Guzzanti in occasione della presentazione di "Intoccabili" e  "Reperto Raiot" a Palermo (2005)

 

V-DAY Agrigento

foto del V-Day agrigentino foto (clicca qui) e anche il video (clicca qui)

V2-DAY 

Qui il video del secondo v-day

V2-Day il video (clicca qui)

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Manifesti "Amici di Beppe Grillo con Sonia Alfano presidente". Regionali 2008.

Con Sonia Alfano in visita presso il nosocomio agrigentino. (foto di Elio Di Bella)

Sonia Alfano ad Agrigento elezioni Europee 2009

 

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TUTTI GLI ANIMALI SONO UGUALI MA ALCUNI ANIMALI SONO PIU' UGUALI DEGLI ALTRI   G. Orwell
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“La tragedia dell’Italia è la sua putrefazione morale, la sua indifferenza, la sua vigliaccheria”. Piero Calamandrei
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"Non è la libertà che manca.
Mancano gli uomini liberi".          Leo Longanesi
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"Può stare nel luogo santo chi ha mani innocenti e cuore puro. Mani innocenti sono mani che non vengono usate per atti di violenza. Sono mani che non sono sporcate con la corruzioni e con tangenti. Cuore puro, quando il cuore è puro? E' puro un cuore che non si macchia con menzogna e ipocrisia, un cuore che rimane trasparente come acqua sorgiva perchè non conosce doppiezza".
Papa Benedetto XVI
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Oggi la nuova resistenza in che cosa consiste. Ecco l'appello ai giovani: di difendere queste posizioni che noi abbiamo conquistato; di difendere la Repubblica e la democrazia. E cioè, oggi ci vuole due qualità a mio avviso cari amici: l'onestà e il coraggio. L'onestà... l'onestà... l'onestà. [...] E quindi l'appello che io faccio ai giovani è questo: di cercare di essere onesti, prima di tutto: la politica deve essere fatta con le mani pulite. Se c'è qualche scandalo. Se c'è qualcuno che dà scandalo; se c'è qualche uomo politico che approfitta della politica per fare i suoi sporchi interessi, deve essere denunciato!       Sandro Pertini

Per me libertà e giustizia sociale, che poi sono le mete del socialismo, costituiscono un binomio inscindibile: non vi può essere vera libertà senza la giustizia sociale, come non vi può essere vera giustizia sociale senza libertà. Ecco, se a me socialista offrissero la realizzazione della riforma più radicale di carattere sociale, ma privandomi della libertà, io la rifiuterei, non la potrei accettare. [...] Ma la libertà senza giustizia sociale può essere anche una conquista vana. Si può considerare veramente libero un uomo che ha fame, che è nella miseria, che non ha un lavoro, che è umiliato perché non sa come mantenere i suoi figli e educarli? Questo non è un uomo libero.       S. Pertini

Sono del parere che la televisione rovina gli uomini politici, quando vi appaiono di frequente.                              S. Pertini
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Non è necessario essere socialisti per amare Pertini. Qualunque cosa egli dica o faccia, odora di pulizia, di lealtà e di sincerità.                 Indro Montanelli
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"Veramente la scoperta che c'è un'Italia berlusconiana mi colpisce molto: è la peggiore delle Italie che io ho mai visto, e dire che di Italie brutte nella mia lunga vita ne ho viste moltissime. L'Italia della marcia su Roma, becera e violenta, animata però forse anche da belle speranze. L'Italia del 25 luglio, l'Italia dell'8 settembre, e anche l'Italia di piazzale Loreto, animata dalla voglia di vendetta. Però la volgarità, la bassezza di questa Italia qui non l'avevo vista né sentita mai. Il berlusconismo è veramente la feccia che risale il pozzo". Indro Montanelli


24 gennaio 2010

Totò Cuffaro condannato anche dalla corte di appello. Questa volta riconosciuta finanche l'aggravante mafiosa.

Dopo la condanna a 7 anni inflitta ieri al senatore udc Totò Cuffaro (ex presidente della regione Sicilia) dalla Corte di Appello di Palermo, per favoreggiamento aggravato dall'avere agevolato la mafia e rivelazione di segreto istruttorio, mi sovviene una brillante scenetta andata in onda qualche anno fa.

 

Ecco  il commento di allora: Totò Cuffaro, un uomo, una coppola! (apri il link)

 

 


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19 febbraio 2008

Lui è più mafioso di me

Lui è più mafioso di me

Tanto per cambiare, i destini delle elezioni si giocano in Sicilia, dove già nel 2001 il Cainano sbancò 61 collegi su 61. Ma allora la Casa circondariale delle Libertà era allineata e coperta, mentre oggi è dilaniata da varie guerre per bande: Cuffaro contro Miccichè, Miccichè contro Cuffaro, Lombardo contro tutti, Scapagnini in fuga verso Roma dopo aver portato il comune di Catania al fallimento (l'Enel ha spento i lampioni perché il sindaco non paga più le bollette).

Astutamente, il centrosinistra ha deciso di non approfittarne, dividendosi sulla ricandidatura di Rita Borsellino, che due anni fa portò al centrosinistra 10 punti in più della somma dei partiti e dunque probabilmente sarà rimpiazzata dalla Finocchiaro senza passare per le primarie. Intanto, nel centrodestra, si sviluppa un alato dibattito al grido del “tu sei più delinquente di me”. >>Continua>>

17 febbraio 2008 - Uliwood Party di Marco Travaglio

 


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14 febbraio 2008

Incontriamo Rita Borsellino


 
Oggi pomeriggio ad Agrigento presso il Circolo Empedocleo alle ore 18:00 si terrà un incontro per discutere con Rita Borsellino sul tema “Acqua, rifiuti e rigassificatori: quale futuro per il nostro territorio?
Gli Amici di Grillo di Agrigento (http://www.grilliagrigento.it/) saranno presenti per porgere domande riguardanti anche altre questioni. Manifesteremo il nostro appoggio a questa bella candidatura per la guida della regione Sicilia.  Speriamo di rilanciare la brutta immagine che questa martoriata regione ha ormai in tutto il mondo.
 Dopo l'imbarazzante condanna di Totò Cuffaro sapranno i siciliani  voltare pagina? Due anni fa hanno preferito lui, l'imputato di mafia,  alla  Borsellino.  Adesso meritano una nuova possibilità?


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13 febbraio 2008

Riporto per intero il testo della lettera di Roy Paci in risposta alle polemiche sul caso Agrigento-Zambuto-Vasavasa


COMUNICATO UFFICIALE SUL CASO “ROY PACI A GIRGENTI”
IL CORAGGIO DI CANTARE
Cari amici,
come molti di voi oramai sanno, dopo il concerto di Agrigento, è scoppiato un caso imbarazzante per via di certi comunicati rilasciati dal sindaco di quella città, dall’organizzatore e da facinorosi giornalisti succubi della genuflessione incondizionata.
Ma veniamo al dunque: l’unico errore, secondo questo esiguo numero di personaggi più o meno influenti a livello locale, è stato quello di cantare sulle note del mio brano “Toda joia toda beleza” il ritornello “Vasa Vasa sinni iu a casa” che letteralmente significa “Bacia bacia se n’è andato a casa”. Vasa Vasa è il soprannome dell’ex Presidente della Regione Sicilia Totò Cuffaro (l’intoccabile) e ricordare a tutti che “se n’è andato a casa” è un dato di fatto indiscutibile e sicuramente non è uno sbeffeggio, anche se si meriterebbe i peggiori insulti dal popolo siciliano dopo l’immagine che ha dato della Sicilia nelle sue tristissime uscite televisive e non solo . E’ bastata solo questa frase a scatenare le ire di alcuni sparuti personaggi politici, come il puerile sindaco Marco Zambuto, che mi ha dato del “cabarettista dell’ultima ora, del patetico, del ridicolo e dell’imbecille”. Ridicolo è colui che da tempo fa il saltimbanco politico per aggiudicarsi il posto in Comune passando dalle fila dell’UDC (guarda un po’, il Partito di Cuffaro!) all’Unione, e adesso, ottuso moralizzatore e teorico del cambiamento, non ha sprecato questa ghiotta occasione per confermarsi uomo bigotto e umile servitore del potente di turno. Il parvenu Zambuto, invece di stare a criticare le mie parole, avrebbe potuto benissimo pensare alla sua Agrigento, al bilancio comunale sempre in passivo, al problema farraginoso dei rifiuti, al gravissimo caso dell’acqua, agli interessi del popolo agrigentino, onesto, coraggioso e pieno di dignità. Come la mettiamo adesso sig. Sindaco? E poi, pagandomi con i soldi della Regione, il ribaldo Zambuto pensava di comprare anche il mio pensiero o l’etica degli Aretuska che da sempre ci contraddistingue? Ci tengo a sottolineare che gran parte della cifra citata è stata incassata da loschi intermediari, quindi mi chiedo pure: ma allora, signor Direttore Artistico Francesco Bellomo, perché far pagare 15 euro ai mille e più presenti del Pala Congressi ? Sicuramente non mi lascio intimorire e imporre condizionamenti dal servilismo di presunti signorotti di palazzo dopo 28 anni di musica e quasi 5.000 concerti in tutto il mondo, e aggiungo di non aver bisogno dei soldi del popolo agrigentino ma di restituire l’affetto che quella gente ci dà ormai da moltissimo tempo. Ed è così che è stato al Pala Congressi, in un crescendo di grande entusiasmo generale per noi musicisti sul palco e per la gente che stava giù a ballare e a cantare, e forse il baby Sindaco non c’era… o era al telefono con il suo Padrone per ordinare i cannoli di chiusura Sagra? O secondo l’imberbe Zambuto dovevo applaudire un Presidente di Regione incriminato e condannato a 5 anni per collusione mafiosa? Ho deciso semplicemente di dare, come sempre, un buon esempio di siciliano schietto e onesto, dimostrando di tenere più alle mie idee che alla bella figura davanti alle cosiddette autorità locali.
Ma la ciliegina sulla torta l’hanno messa quei quaquaraquà pseudo giornalisti paraculi di Nicolò Giangreco di http://www.trs98.it e Lelio Castaldo di http://www.agrigentoweb.it che con un arringa accusatoria degna del peggiore dei nemici dello Stato, hanno tenuto ben lustro il culo di chi dovevano leccare e la merda in gola da dover sputare.
E non preoccupatevi gente: Roy Paci non si è candidato alla Presidenza della Regione Siciliana per il Centro Sinistra, ma ha solamente appoggiato in tempi recenti la lotta alla mafia di Rita Borsellino come impegno civile ed etico.
Roy Paci
P.S.: Ringrazio per il supporto Massimiliano, Davide, Vanessa, Giada, Danilo, Sergio, Claudia, http://www.guidasicilia.it , http://www.grilliagrigento.it , agrigento.iobloggo.com, agrigento.netsons.org, unbravoragazzo.bolgspot.com, la simpatia di montelusa.blogspot.com e ovviamente le migliaia di mail di solidarietà che ho ricevuto per il caso Girgenti.
P.S.2 : Invece con http://www.agrigentonotizie.it e Tele Video Agrigento non mi scuso affatto per colpe che non ho: il promoter locale ha fatto un lavoro pessimo e confusionario e siamo stati tutto il giorno sballottati con un furgone a destra e a manca dopo tre ore di attesa all’aeroporto. In tutta la mia vita sono stato sempre disponibile a qualsiasi intervista, dalle più piccole delle web-zine alle tv più blasonate, senza distinzione alcuna. Ciò che avete appreso è pura falsità da parte di persone che non sanno fare bene il loro lavoro. E voi, come tanti “ammuccalapuna”, avete creduto alle loro parole.

Ecco il post su GrilliAgrigento.it:

Zambuto, canta “Vasa Vasa”, che ti pasa!


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6 febbraio 2008

Entusiasmo per le prossime elezioni? Io starei un po' calmino...

Povera Italia!

Non riesco a comprendere l’entusiasmo che si prova nel sapere che tra poco ci saranno nuove elezioni politiche. Innanzi tutto voglio farvi notare che si andrà ad elezioni con il porcellume che anche questa volta i partiti decideranno in assoluta tirannia i nomi delle persone che siederanno in parlamento. È stato presentato il 14 dicembre scorso il disegno di legge che prevede (oltre al limite dei due mandati e il  divieto per i pregiudicati di sedere in parlamento) anche il ripristino della preferenza e quindi la possibilità di scegliere per il cittadino chi votare veramente e di conseguenza saper a chiedere conto delle scelte politiche intraprese. Invece no, i partiti preferiscono tener in scacco i propri parlamentari, non c’è libertà di scelta per questi ultimi. Hanno un debito verso il partito, sono stati nominati e non eletti. Quindi devono ubbidire. Cosa c’è da esser felici? La classe politica che ci aspetta è sempre la stessa. È quella che non ha voluto eliminare questa indecenza regalataci dal governo Berlusconi. E pensare che i cittadini – in maniera trasversale -  si sono espressi (più di 350.000 firme raccolte al V-Day), ma a loro non frega niente.

Come si fa ad esser felici per “nuove” elezioni? Io le chiamerei piuttosto “vecchie” elezioni. Non si prevede niente di nuovo, le persone son sempre le stesse in entrambi gli schieramenti (tra cui fanno bella mostra di se orde di pregiudicati, inquisiti e prescritti). Le idee son sempre quelle. Le ragioni di esser il politica per quello che si ritroverà ad esser il leader del centro destra sono sempre le stesse. Qualche processo è riuscito a toglierselo di torno grazie alle “sue” leggi, le aziende le ha salvate ed anzi è riuscito ad aumentare esponenzialmente il suo capitale. Adesso c'è la Corte di Giustizia Europea che interviene sulle frequenze abusive del Cavaliere e quindi si rinnova la battaglia per salvare rete4. Ci sarà la Tassa Berlusconiche tutti saremo tenuti a pagare, causa le sue illegalità.

La promessa di intervenire subito nel limitare al massimo le intercettazioni è un altro punto in cima dell’ex piduista. Visto che intercettando qualunque tipo di indagato ci si imbarca in lui che sta a trafficar, e quindi si trova materiale probatorio che obbliga i pm ad estendere le indagini anche su di lui, vuoi non metter le mani avanti e prevenire ogni altro procedimento giudiziario?

Aggiungo infine che la "banda bassotti" che si appresta a governare il paese ha già dato il meglio di se nei cinque anni in cui è stata al potere. Tra condoni, inneggiamenti all’evasione fiscale, leggi ad personam, dossieraggio illecito di avversari politici, magistrati e giornalisti scomodi, commissioni fantasmagoriche ed eversive create ad arte per screditare l’avversario politico (celebri le Mitrokhin e Telekom Serbia), il caso “sesso al ministero” (tra l’altro dopo il mitico “coca al ministero”), in controllo ossessivo dell’informazione condito da apposito “editto bulgaro”, Enzo Biagi tacciato di esser giornalista criminoso (un po’ come Cuffaro strillava al “giornalismo mafioso” di fronte a Giovanni Falcone nella celebre puntata del Maurizio Costanzo Show in collegamento con Santoro da Palermo) ed Emilio Fede “baluardo della libera informazione” mi chiedo, saranno in grado di superarsi?

 

p.s.: dimenticavo, avete letto l’Economist?

«L'Italia ha già abbastanza problemi: ha veramente bisogno un'altra volta di Silvio Berlusconi?». …«Ha sprecato la sua opportunità, usando tutto il capitale politico per proteggere i suoi interessi nei media e bloccare le azioni giudiziarie nei suoi confronti, ed è stato ondivago nelle riforme economiche», si legge nell'editoriale che definisce una «pillola avvelenata» la riforma elettorale in senso proporzionale approvata dal suo esecutivo verso la fine del mandato. …Ma se il centrosinistra non dà certezze, il centrodestra ne dà in senso opposto, sostiene il settimanale. «Non c'è neanche un barlume di speranza che il ritorno di Berlusconi possa dimostrarsi una scommessa migliore di Prodi. Anzi, a giudicare da quanto fatto in passato, potrebbe rivelarsi peggiore e smontare i progressi fatti dal governo Prodi nel settore dell'evasione fiscale», si legge nell'articolo. «Pur essendo un uomo d'affari di successo, (Berlusconi) rimane inadatto per ricoprire il ruolo (di presidente del Consiglio) cui tanto aspira». per l'Economist il vero problema resta la mancanza di "riformatori autenticamente liberisti" tra i leader italiani: il governo Prodi ha ridotto l'indebitamento pubblico e migliorato la raccolta fiscale, ma non e' riuscito a riformare il settore pubblico, ne' ha risolto i nodi del  Mezzogiorno, come dimostra l'emergenza rifiuti. E nell'analisi del settimanale "non c'e' alcuna speranza" che Berlusconi, con le sue priorità di rivedere le riforme sul fisco e di limitare l'uso delle intercettazioni telefoniche, si riveli una "scommessa migliore di Prodi". "Per quanto successo abbia avuto negli affari, Berlusconi resta inadatto per l'incarico a cui aspira. Povera Italia", conclude l'editoriale.  

Citazioni da: http://www.rainews24.rai.it/; http://www.corriere.it/

 

Per chi è interessato a sapere cosa già scriveva nel 2001 il prestigioso settimanale inglese: http://www.repubblica.it/online/politica/campagnasette/economist/economist.html




5 febbraio 2008

Cuffaro-Annozero. Agcom-"gogna mediatica". Articolo essenziale.

totò e le cozze

Ricapitolando. Nell’Annozero del 24 gennaio sul caso Mastella, Totò Cuffaro denuncia che si parlerà della sua condanna, ma nessuno l’ha invitato.
Santoro lo rassicura: di lui si parlerà il 31 e lui sarà l’ospite d’onore. L’indomani la redazione spedisce il fax con l’invito. Risposta: Totò non ritiene “opportuno” essere presente. Santoro allora invita tutti i possibili leader Udc, che alla fine manda il vicesegretario Vietti.
Cuffaro a quel punto “diffida” Annozero dal mostrare il documentario “La mafia è bianca” perché “diffamatorio”: ma purtroppo la sua querela per diffamazione agli autori è stata archiviata dal giudice perché non c’è alcuna diffamazione (“la pubblicazione è esercizio del diritto di informazione garantito dall’ordinamento”). Santoro conferma: “La mafia è bianca” va in onda. Allora mercoledì, quando la puntata è ormai pronta, Cuffaro ricambia idea e dice che vuol essere presente, ma giovedì 31 non può per “impegni inderogabili”: «Quando sono stato invitato, avevo già assunto altri impegni. Chiedo di posticipare la puntata a giovedì prossimo per poter essere presente».
La cosa ormai è impossibile e comunque i temi di un programma li decide la redazione, non l’ospite eventuale. Del resto, per raccontare un processo, i giornali non han bisogno di intervistare l’imputato: il cronista va, prende appunti e racconta.
Giovedì il documentario va in onda. Poi parlano i tre politici ospiti, tutti favorevoli a Cuffaro: sia Vietti e Alemanno del centrodestra, sia Emma Bonino dell’Unione, che lamenta l’assenza di Cuffaro come se fosse colpa di Santoro. Vietti e Bonino s’incaricano di interrompere e coprire con la loro voce chiunque dica cose sgradite a Cuffaro, cioè vere. Per esempio che lo stesso Cuffaro, al processo, ha ammesso di aver incontrato Salvatore Aragona e Vincenzo Greco sapendo che erano stati condannati: l’uno per mafia (procurò un falso alibi al boss Enzo Brusca in un processo per omicidio), l’altro per favoreggiamento alla mafia (curò il latitante Salvatore Grigoli, l’assassino di don Puglisi).
Subito dopo parte il pianto greco dell’Udc, dell’Udeur (che non c’entra ma c’è sempre), di FI, di Giuliano Ferrara e trombettieri vari contro la “gogna mediatica” di Annozero. Giuliano Urbani, membro forzista del Cda Rai, parla di “processo in contumacia”.
Corrado Calabrò, presidente dell’Agcom, annuncia alla stampa un “preavviso di richiamo” per tre puntate di Annozero e un “monitoraggio” speciale sull’ultima. Ora, il “preavviso di richiamo” non è previsto da alcuna legge: è come se un giudice convocasse la stampa per informare che Tizio è stato condannato - senza che quello sapesse neppure di essere sotto processo - ma la sentenza non è stata ancora scritta e gli verrà recapitata con comodo.
Quella dell’Agcom è esattamente la “gogna mediatica” che viene rinfacciata a Santoro, che non ha mai potuto difendersi dall’accusa perché nessuno gliel’ha mai contestata. Persino un eccellente giornalista come Giovanni Valentini accusa Santoro di “tradire la sua funzione” perché “sceglie gli ospiti, toglie e dà la parola, impone un ordine di priorità, determina i tempi e lo svolgimento del dibattito” (e chi dovrebbe farlo, di grazia?) e soprattutto perché “non assicura la pluralità dei punti di vista e l’osservanza del contraddittorio”.
Ma basta leggere il quotidiano “La Sicilia” per conoscere l’”inderogabile impegno” istituzionale che ha costretto Cuffaro a disertare Annozero: una messa in onore di don Bosco e una cena con gli ex-compagni di liceo salesiano sul mare di Palermo, a base di cozze, ostriche, alici marinate e sarde a beccafico.
Il cronista domanda perché non sia andato ad Annozero. E Totò: “Non sono andato da Santoro perché oggi è una giornata particolare per me e per tutti quelli che siamo stati educati dai salesiani. Non ho neanche intenzione di vedere la trasmissione”. C’è chi la vede per lui e, tra una portata e l’altra, lo aggiorna al telefono. Alla fine baci e abbracci, soprattutto baci, e un bel brindisi nel quadro della novena di festeggiamenti per la condanna a 5 anni. Per stavolta, niente cannoli.
La pretestuosità dell’“impegno improrogabile” è evidente: Cuffaro se ne sarebbe inventato uno a settimana, per rinviare alla calende greche la puntata sulla sua condanna. Magari fino alla campagna elettorale, quando calerà la mannaia della par condicio. La tv è libera di occuparsi di Cuffaro solo se c’è Cuffaro; ma siccome Cuffaro non c’è mai, la tv non deve occuparsi mai di Cuffaro. Un giochetto ricattatorio talmente evidente che tutti dovrebbero vederlo. Infatti non lo vede nessuno. Le Authority, del resto, sono lì apposta.

Marco Travaglio
“Uliwood party”
l'Unità, 3 FEBBRAIO 2008


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25 gennaio 2008

Stare zitti equivale ad essere complici! Ricordatelo!

Cari amici e care amiche, per una settimana penso che non potrò aggiornare il blog causa vacanza sulla neve ;)

Però prima di partire non posso non raccontarvi questa.

Oggi discutendo su mafia, legalità, moralità e giustizia sono stato subito scoperto... hanno detto che sono di sinistra! Ho chiesto: come fai a capire che sono di sinistra? Non ho detto niente di strettamente politico!
E lui: si capisce. Va bene. Quindi, amici di destra, siate contenti, perchè per esclusione visto che parlavo di legalità e moralità si esclude a priori che io possa essere un destrorso. Il bello è che senza volerlo il tizio faceva un ingiusto e immeritato complimento alla sinistra. Tranne pochi casi isolati, dove sono questi valori a sinistra?
Il tizio in questione è un giovane della mia età molto vicino al cuore dell'udc. Assisteva alla discussione un mio collega, e mentre l'uddiccino parlando con lui si lamentava delle strumentalizzazioni sul caso Cuffaro e sui cannoli, sulla vergogna di chi chiede le dimissioni, e sulla sinistra che organizza queste pericolose proteste con le foto di Cuffaro in coppola e cannoli (atto di per se gravissimo... questa è gente violenta, gentaglia che mette addirittura per strada dei poster giganti..) lui, il mio collega, chinava la testa e dava segni di sconforto, solidarietà e sofferenza, quasi delle condoglianze.
Diceva anche: che vergogna!
Al che, io ho dovuto intromettermi nel discorso... e immaginate!!!

p.s.: adesso si parla dei cannoli strumentalizzati e non più dei fatti accertati processualmente. La vergogna non è il presidente della regione e i suoi reati ma chi chiede le dimissioni per questi futili motivi...
Preparatevi a una campagna stampa dove di mafia non ci sarà traccia, ma in compenso le foto con la coppola (vere) e i "cannoli strumentalizzati" la faranno da padrone, come simbolo di comportamento da additare. Puoi favorire e aiutar mafiosi ma guai a far manifestazioni in piazza con foto!
Tutt'al più con la forca, come fanno i leghisti con il mitico Calderoli sul podio! Ricordate..??


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24 gennaio 2008

A proposito di Cuffaro e delle dimissioni che la gente per bene pretende

Segnalo la lettera  di Di Pietro a Prodi  :

Oggetto della lettera è la sospensione dalla carica di Presidente della Regione Siciliana dell’On.le Salvatore Cuffaro.

Come Ti è noto, il 18 gennaio scorso il Tribunale di Palermo ha pronunciato sentenza di condanna per favoreggiamento e rivelazione di segreto nei confronti del Presidente della Regione siciliana.

I fatti addebitati al Presidente Cuffaro ed accertati dal Tribunale con la sentenza di primo grado, emergono nella loro estrema gravità... continua al link sottostante

"Lettera a Prodi" di Antonio Di Pietro | 23 Gennaio 2008
Tieniti aggiornato: www.antoniodipietro.it


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19 gennaio 2008

Cuffaro, il presidente che favorì i boss mafiosi! ...e secondo voi non continua a farlo?


Il presidente della regione Sicilia Totò Cuffaro condannato a 5 anni


La Repubblica - articolo del 18/01/08, giorno della sentenza

La repubblica - articolo del giorno dopo: Palermo, scontro Grasso-Cuffaro, "Ha favorito i singoli boss"

l'Unità - Mafia, 5 anni a Cuffaro: rivelò e usò segreti d'ufficio. (...le talpe c´erano, e Cuffaro le conosceva bene) riportate in breve anche le accuse confermate dalla condanna.

Il Sole 24ore - Cuffaro condannato a 5 anni per favoreggiamento ai mafiosi: «Resto al mio posto»

 - Il procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso: "E' rimasto provato il favoreggiamento da parte del presidente della Regione, Salvatore Cuffaro, di singoli mafiosi come Guttadauro, Aragona, Greco, Aiello e Miceli, ma tutto ciò non è stato ritenuto sufficiente a integrare l'aggravante contestata di avere agevolato l'associazione mafiosa Cosa Nostra nel suo complesso".

 - parla di: "...prova "diabolica" da trovare. Quella cioè che attribuirebbe il favoreggiamento non a singoli mafiosi ma all'intera organizzazione".

 - "Non c'è l'aggravante della mafia, ma la sentenza prova il favoreggiamento di Salvatore Cuffaro di singoli mafiosi come Giuseppe Guttadauro, Salvatore Aragona, Vincenzo Greco, Michele Aiello (il "re della sanità privata siciliana", accusato di essere socio del boss Bernardo Provenzano, ndr) e Domenico Miceli" ha detto ieri in serata il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, confermando che l'impianto dell'accusa ha retto.

Cosa dire del nostro (in quanto siciliano) bel presidente? Certo è, che rappresenta bene una parte della Sicilia, ma sicuramente non quella vicina a Boris Giuliano, Gaetano Costa, Cesare Terranova, Emanuele Basile, Pio la Torre, Dalla Chiesa, Chinnici, Borsellino, Falcone, Peppino Impastato, Giuseppe Fava, ecc. ecc.



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9 gennaio 2008

Il dottor Mafia

Il dottor Mafia
La cagnara intorno alla grazia a Bruno Contrada e alla revisione del suo processo (prim'ancora che siano depositate le motivazioni della condanna in Cassazione!) si è momentaneamente spenta. Ma c'è da giurare che riprenderà presto, anche perchè Contrada è l'unico rappresentante di alto livello dello Stato che sia stato condannato definitivamente per concorso esterno in associazione mafiosa: dunque il partito dell'impunità e della mafia non può tollerare questo precedente, che potrebbe presto "figliarne" altri.

Proprio l'altroieri è stato notificato al generale Mario Mori - ex capo del Ros e del Sisde, l'uomo che insieme al capitano Ultimo non perquisì il covo di Riina lasciandolo perquisire dalla mafia - l'avviso di chiusura delle indagini di un'altra inchiesta palermitana su presunti favori alla mafia per la mancata cattura di Bernardo Provenzano. Sempre a Palermo, è imminente la sentenza di primo grado a carico di Totò Cuffaro, imputato di favoreggiamento mafioso e indagato per concorso esterno in associazione mafiosa. Seguirà a ruota la sentenza d'appello nel processo a Marcello Dell'Utri, condannato in primo grado a 9 anni sempre per concorso esterno. Insomma, si scrive Contrada e si legge Dell'Utri, Cuffaro, Mori. Si difende Contrada per salvare tutti gli altri esponenti dello Stato che trattarono (o sono accusati di averlo fatto) con la mafia. La partita esula dunque dall'avventura del vecchio poliziotto morente (o sedicente tale) e investe la possibilità di fare luce sui legami tra Cosa Nostra e chi dovrebbe combatterla.

L'unico antidoto al colpo di spugna è la conoscenza approfondita dei fatti. Per questo, da oggi, il nostro blog riporta le due sentenze decisive del processo Contrada: le conclusioni di quella del Tribunale di Palermo (1700 pagine), che nel 1996 condannò Contrada a 10 anni; e il testo integrale (700 pagine) di quella del secondo processo d'appello, che nel 2006 ricondannò Contrada a 10 anni (dopo che la Cassazione aveva annullato l'assoluzione nel primo appello) e fu definitivamente confermata nel maggio 2007 dalla Cassazione. Così ciascuno potrà toccare con mano la solidità delle accuse e dei riscontri trovati dai giudici alle parole dei mafiosi pentiti, ma soprattutto la mole di testimonianze rese da magistrati, questori, poliziotti, cittadini incensurati e servitori dello Stato, perlopiù intimi di Falcone e Borsellino, su questo traditore dello Stato che oggi pretenderebbe addirittura la grazia e il grazie dallo Stato. Il grazie dalla mafia, invece, l'ha già ricevuto in abbondanza.

Le conclusioni della sentenza di I grado (1996)

La sentenza d'appello (2006)
di marco travaglio
da: voglioscendere.it




15 ottobre 2007

Procura chiede otto anni di carcere per Cuffaro.

Mafia - processo talpe della Dda. Procura chiede otto anni di carcere per Cuffaro
 
Il procuratore aggiunto Giuseppe Pignatone ha oggi chiesto alla terza sezione penale del Tribunale di Palermo di condannare il Governatore della Regione Sicilia, Salvatore Cuffaro, ad otto anni di carcere per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra e rivelazione di segreto d'ufficio. Ha invece chiesto diciotto anni di prigione per l'imprenditore Michele Ajello, anche lui imputato nello stesso processo di mafia e nove anni per il maresciallo del Ros Giorgio Riolo, accusato di concorso in associazione mafiosa. Chiesti inoltre  cinque anni per il radiologo Aldo Carcione, imputato di concorso in rivelazioni di segreto d'ufficio.
"Ci aspettavamo una richiesta pesante - hanno spiegato gli avvocati di Cuffaro - ma non ci attendavamo il massimo previsto dalla legge. Comunque da noi, anche la richiesta di un solo giorno di carcere, sarebbe stata ritenuta eccessiva". 
Cuffaro ha subito incassato la solidarietá di Silvio Berlusconi. "Confermo con forza la mia solidarietà al presidente della Regione Sicilia, la stima che nutro nella sua intelligenza mi fa escludere in maniera assoluta che egli possa essere coinvolto in quelle vicende in cui si pretende di coinvolgerlo". 
Anche Casini solidarizza con Cuffaro e  rinnova fiducia, stima e affetto.

E te pareva... in fondo ha  fatto solamente saltare una grande operazione antimafia! Come mai nn chiedono anche una medaglia (come fa Berlusconi solitamente)?
Alla solidarietà di Berluska rispondo con questo filmato sulla telefonata scomparsa riguardante i due: http://tgweb.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1607785 ;
leggi anche: Salvatore Salvato
Scontata la "solidarietà" di Casini. E ci mancherebbe, lui non se ne perde uno... Andreotti, Mannino, Dell'Utri.. e ora lui, il grande vasavasa con coppola al seguito e la sua infinita riserva di voti per l'Udc.
Come farebbe Casini senza Cuffaro? Forse sarebbe disoccupato!?!


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9 settembre 2007

La telefonata scomparsa. Cuffaro-Berlusconi

Omaggio a Totò Cuffaro e Silvio Berlusconi !
La telefonata scomparsa


Un grazie a Marco Travaglio che oltre a scriverle queste cose, le racconta anche con la propria voce ;)


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17 agosto 2007

AgrigentoWeb.it. Il direttore Lelio Castaldo si scatena elencando i problemi dell'Italia: i "froci" all'interno del Governo!

 
Ci vuole coraggio... ma ad Agrigento abbiamo anche questo!!!
Incredulo leggo questa pagina di "lettere al direttore" dove la lettera di una signora che ha problemi con la Telecom da il "la" al libero sfogo di un giornalista-direttore-responsabile(???) della mia città. Già celebre per il simpatico siparietto con il governatore Totò Cuffaro (vedi anche il video).
leggete l'intera lettera della signora e la risposta del direttore Lelio Castaldo.

Agrigentoweb NEWS

13 / 08 / 2007 - 16.10.01

SFASCIO ITALIA
Vergogna Telecom 


Riceviamo e pubblichiamo una lettera alla quale risponde il direttore Lelio Castaldo.  
(sembra tutto molto serio... almeno dall'intestazione)

Gentile direttore... ecc. ecc.

Mi limito a riassumere. Una lettrice si lamenta (giustamente) dei disservizi e delle torture psichiche provocate da Telecom.
La signora conclude la lettera così: "Che devo fare, gentile direttore? Che consiglio mi da?"; "Sono davvero esasperata, caro direttore, a volte mi vien voglia di cambiare nazione e spostarmi in un'altra più civile. Ma è possibile che un utente si tratti in questo modo?"


 :) Adesso arriva il bello.

Risponde il direttore

Gentile signora A.B.,
condivido pienamente il suo rammarico e sono solidale con Lei. Quando accadono queste cose vien davvero la voglia di cambiare Paese perchè trovo la sua vicenda davvero squallida e mortificante.

Però, mi creda, ormai ciò che accade nella nostra bella Italia non mi fa meravigliare più di tanto.
Non so quanto possa essere consolante per Lei ma le porto alcuni esempi di "civiltà" che contraddistinguono la nostra Nazione.

L'Italia è il paese che vanta un nutrito numero di presenze di froci all'interno del Governo. E' l'Italia dei travestiti che siedono negli scranni di Montecitorio; è l'Italia dei Caruso, "bravissimo" no global che contribuisce a decretare leggi per cittadini come me e lei; è l'Italia della Sgrena, che apostrofò il povero Quattrocchi dopo la sua morte come un mercenario (dimenticandosi che lei, per simile vicenda, ha avuto maggiore fortuna ma che è stata la causa della morte di un emerito funzionario di Polizia impallinato per proteggerla); è l'Italia della droga (a quanto pare anche in Parlamento); é l'Italia dei DICO; è l'Italia che consente agli ubriaconi e ai tossicodipendenti di mettersi al volante di una automobile e uccidere poveri pedoni (l'ultima ieri, una bimba di tre mesi; tanto sanno che in carcere non ci andranno mai...o se ci vanno il giorno dopo escono pronti per uccidere ancora).

E' l'Italia che dedica un'aula del Senato ad un no global (Carlo Giuliani), il quale, poveretto, non è riuscito nell'impresa di massacrare a colpi di estintore un carabiniere durante i fatti del G8 di Genova. E per "premiarlo" gli si dedica un'aula del Senato....

E' questa la nostra Italia, gentile signora A.B. E lei si meraviglia che la Telecom la sta facendo soffrire da più di 50 giorni per l'attivazione di Internet????? Ma mi faccia il piacere...

Lelio Castaldo (coraggiosamente si firma pure!)

Avete capito bene. Al primo posto dei problemi abbiamo i froci e i travestiti in parlamento; "Caruso" che "contribuisce a decretare leggi per cittadini come me e lei". Non una parola su tutti gli altri che continuano a decretar leggi pur avendo subito condanne penali passate in giudicato (cioè definitive) e che non potrebbero neanche partecipar a un pubblico concorso per fare i bidelli, poi gente inquisita o sotto procedimento anche per reati gravissimi (mafia, corruzione, estorsione). Il Previti che pur avendo avuto la condanna a 6 anni di carcere (tra le tante) e l'interdizione perpetua dai pubblici uffici, NON HA NEANCHE IL DIRITTO AL VOTO, ma per un anno e mezzo ha continuato a votare alla Camera e  a percepire indebitamente lo stipendio! Abbiamo un ex due volte premier (berlusconi) e che si ripresenta ad esserlo che era ed è tutt'ora ineleggibile secondo la legge n° 361 del 1957. Coinvolto nei maggiori scandali del Paese (P2, concorso in stragi, tangentopoli), salvato da amnistia e attenuanti generiche (sempre generosamente concessegli) da infiniti procedimenti giudiziari, padrone della Mondadori (definitamente accertato che divenne di sua proprietà grazie ad una sentenza comprata), distributore di tangenti a GdF e uomini politici, autore di "regali-pizzo" a famiglie mafiose legate ai principali boss per decenni e di cosa dobbiamo lamentarci? Di Caruso! E' chiaro che non lo voglio neanch'io in parlamento ma occorre un senso delle proporzioni; Se la prende anche con la Sgrena e non una parola su come sia finito l'omicidio dell'agente Calipari da parte degli amici americani; "l'Italia dei DICO", come non dire che in tutti gli altri paesi europei vigono addirittura i PACS? Bisogna vergognarci dei DICO? Io mi vergognerei di una infinità di legge varate in questi anni, cosiddette leggi ad personam e leggi vergogna! Leggi riguardanti uno stretto numero di persone, per "salvarle" dalla giustizia, per arricchirsi sempre più, e ci lamentiamo di un tentativo di legge che cerca(va) di regolare dei rapporti che riguardano un gran numero di cittadini e spesso si tratta di persone che già patiscono molti disagi nella vita di tutti i giorni proprio per la loro situazione; parlando di Giuliani e del G8 non si può non accennare alla gestione dei fatti di genova, di quella "macelleria messicana", dei falsi verbali e delle  false molotov  nelle scuole Diaz e Bolzaneto. Questi fatti hanno dei responsabili e dei mandanti politici nel precedente governo. Le ho chiamate "Botte di Stato" in un precedente post.

Per chi volesse dei bei consigli dunque, non vi resta che scrivere "al direttore": lelio.castaldo@agrigentoweb.it





9 agosto 2007

La Repubblica dei Mandarini. Vi raccomando una attenta lettura!

 La Repubblica dei Mandarini

E ora sta a vedere che il garantista è Bellachioma. Per il dizionario De Agostini, garantismo è la «concezione teorico-giuridica che pone alla base delle istituzioni civili e politiche dello Stato di diritto il rispetto e la tutela delle libertà individuali e collettive del cittadino». E allora, che diavolo c’entra il no di Berlusconi all’uso delle telefonate tra i furbetti e sei parlamentari? La legge Boato del 2003 («scritta coi piedi» secondo Franco Cordero) stabilisce che le intercettazioni si possono sempre usare contro i cittadini normali, salvo che si senta la voce di un parlamentare. Nel qual caso serve il permesso del Parlamento. Dunque antigarantista è la Boato, creando una disparità di trattamento fra cittadini di serie A e serie B: chi ha la fortuna di parlare dei suoi reati con un politico è in una botte di ferro; se uno invece conosce solo gente comune, peggio per lui. Garantismo è proprio assicurare a tutti gli stessi diritti di difesa. Antigarantismo è stabilire che qualcuno è più uguale degli altri. Eppure l’altra sera al Tg5 l’apposito Torlontano spiegava che c’è uno «scontro fra garantismo e giustizialismo», dove ovviamente il garantista è il Cavalier Padrone. Ieri il Platinette Barbuto si sdilinquiva ai piedi del «Cav. garantista rotondo», e lui di rotondità se ne intende. Minzolini ribadiva sulla Stampa la stessa panzana: Berlusconi è «coerente» nel suo garantismo: «ieri ha difeso Previti» (già condannato definitivamente due volte: di che garantismo si va cianciando, visto che i processi sono finiti?) e «domani dirà no sulle telefonate di Fassino e D’Alema» perché è un vero signore (ci sarebbero anche i forzisti Cicu, Comincioli e Grillo, ma Minzo s’è distratto). In realtà Bellachioma sta al garantismo come Erode alla tutela dei bimbi. Basti pensare alla legge antiterrorismo di tre anni fa, che dava ai servizi segreti licenza di intercettare senza autorizzazione del giudice. Perchè allora il «rotondo garantista» vota contro l’uso delle intercettazioni? Intanto perché Cicu, Comincioli e Grillo, che assistevano amorevolmente Ricucci e/o Fiorani e/o Fazio, non agivano su iniziativa privata. Ma per conto del Capo. Gianni Letta non faceva il suggeritore di Ricucci da casa sua, ma da Palazzo Chigi. Poi perché le Camere dovranno occuparsi di altre telefonate che riguardano lui e i suoi cari. A partire da quelle tra lui e Totò Cuffaro, che l’allora procuratore di Palermo Piero Grasso voleva distruggere e il suo successore Francesco Messineo ha riesumato. La prima è quella del 12 novembre 2003, in cui l’ex premier rassicura il governatore sul suo processo per mafia: «Stai sereno.., ho notizie buone.., dall’interno dell’ufficio che si sta interessando di queste cose, per cui ho notizie buone, c’è un orientamento positivo». L’altra è quella del 10 gennaio 2004, in cui Silvio tranquillizza Totò: «Il ministro degli Interni (Pisanu, ndr) mi ha parlato e mi ha detto che...è tutto... sotto controllo». Telefonate profetiche, visto che poi la Procura farà archiviare l’accusa più pesante, quella di concorso esterno in mafia. Resta da capire chi «dall’interno dell’ufficio» informasse Palazzo Chigi e/o il Viminale su decisioni coperte dal segreto investigativo: una fuga di notizie illecita che non ha mai allarmato i politici, sempre occhiuti su quelle (quasi sempre lecite) dei giornali. Per fortuna la nuova Procura di Palermo ha deciso di vederci chiaro e trasmesso le telefonate a Caltanissetta e al Tribunale dei ministri. Si spera che la Camera sia così garantista da non sabotare le indagini. Poi si voterà sulle telefonate fra il senatore Guzzanti e il faccendiere Scaramella, che nell’ultima campagna elettorale trafficavano per «incastrare» Prodi, noto agente del Kgb coinvolto nel delitto Moro. Poi si voterà (dopo 8 mesi di melma) sui tabulati dell’ex sottosegretario alla Giustizia Pino Valentino (An), sospettato di esser la talpa che svelò a Fiorani & C. le intercettazioni su Antonveneta (altra «fuga di notizie» illecita, ma poco interessante per i politici). Poi si voterà sulle intercettazioni del pm catanzarese De Magistris, e lì ce n’è per tutti. Poi si voterà sulle telefonate tra Moggi e  Pisanu, che chiedeva il salvataggio della Torres. S’è già votato invece, alla fine della scorsa legislatura, sulle telefonate che coinvolgono l’ex ministro Ugo Martinat (An) e il sindaco di Salerno Enzo De Luca (Ds), indagati per appalti truccati: il Parlamento ha detto no. Molto bipartisan. Molto garantista.

ULIWOOD PARTY
MARCO TRAVAGLIO
l’Unità (28 luglio 2007)




31 luglio 2007

Totò antimafia. continua l'avventura "anti-mafia" del nostro eroe toto' cuffaro!

 Totò antimafia
   
Mentre ti sale lo sconforto e ti vien da pensare che «questi sono come Berlusconi», una mano amica ti manda un’intervista di Totò Cuffaro al Giornale di Sicilia. E ringrazi di cuore Cuffaro, perché finché ci saranno lui e i suoi mandanti sarà difficile per il centrosinistra, nonostante gli sforzi, diventare come Berlusconi.
Il governatore, fotografato senza la tradizionale coppola, [ che genio... qui Travaglio mi fa impazzire :)) ] annuncia che la sua Regione «vuol entrare nella gestione dei beni confiscati alla mafia, per accelerare il processo di assegnazione a enti o associazioni che li sfruttino per promuovere sviluppo e legalità». E minaccia di pubblicare ogni tre mesi «il bilancio trimestrale dell’attività della Regione contro Cosa Nostra». È vero che, se Pomicino e Vito fan parte dell’Antimafia, se Previti è onorevole, se Fiorani si propone come difensore civico dei consumatori dalle truffe delle banche, se Pollari è giudice del Consiglio di Stato e Pio Pompa dirigente della Difesa, se Gianpaolo Nuvoli che voleva impiccare Borrelli in piazza è direttore generale al ministero di Giustizia con delega ai diritti umani, manca solo Fabrizio Corona garante della Privacy. Dunque anche Cuffaro, imputato per favoreggiamento mafioso e indagato per concorso esterno in associazione mafiosa, può partecipare alla lotta alla mafia. Non sarebbe la prima volta: l’aveva già fatto il suo amico Francesco Campanella, il giovanotto a mezzadria tra la politica (presidente dei giovani Udeur e del consiglio comunale di Villabate sciolto 2 volte per mafia) e il clan Mandalà, che fornì i documenti falsi a Provenzano per la trasferta ospedaliera a Marsiglia e, quando si sposò, esibì come testimoni Cuffaro e Mastella. Bene, Campanella era solito organizzare marce antimafia: premiò pure Raul Bova per l’indimenticabile interpretazione del Capitano Ultimo. Quindi non facciamo gli schizzinosi: se Cuffaro vuole lottare anche lui contro la mafia, lo si lasci entrare. Tutto si potrà dire tranne che non si tratti di un esperto del ramo. «Le procedure di assegnazione dei beni confiscati alla mafia», sdottoreggia il governatore imputato, «sono troppo lente. Ho chiesto al ministro degl’Interni di entrare nella gestione». Così, fra l’altro, si garantirebbe la necessaria continuità fra il prima e il dopo: l’assemblea regionale siciliana ha sei deputati indagati per mafia e un vicepresidente arrestato. Se i beni confiscati alle cosche passassero alla regione, nessuno noterebbe la differenza e si eviterebbero pericolosi salti nel buio. Ma Totò Antimafia si spinge oltre e promette «controlli preventivi nel sistema dei finanziamenti» pubblici e dei fondi comunitari di Agenda 2007, «affinché le risorse siano utilizzate al meglio evitando infiltrazioni mafiose». Anche perché «ancora si incontrano difficoltà a ottenere, in sede di assegnazione degli appalti, la certificazione antimafia». E meno male che la certificazione non devono rilasciarla anche i politici, altrimenti lui avrebbe qualche problemino. E così il suo spirito-guida Calogero Mannino, imputato di mafia, adulterazione di vini e truffa allo Stato finalizzata alla concessione di finanziamenti pubblici alla sua azienda vinicola Abraxas, dunque senatore dell’Udc: ieri la Guardia di Finanza, su ordine del gip di Marsala, ha sequestrato all’azienda beni per mezzo milione. Chissà se Mannino aveva la certificazione antimafia: pare di no, visto che di recente aveva dovuto dimettersi da presidente del Cerisdi, il centro studi palermitano d’eccellenza, perché il prefetto gliel’aveva negata, tagliando fuori l’istituto dai fondi pubblici. Mannino ottenne l’immediata solidarietà di Buttiglione e Cesa, ma pure da Follini, ultimo acquisto del Pd: tutti sdegnati contro il prefetto che osa negare il certificato antimafia agl’imputati di mafia. Mannino, sobriamente, lo paragonò ai prefetti fascisti «che mandavano al confino Gramsci e Pertini». Ora Totò illustrerà i propri solidi meriti antimafia («abbiamo finanziato la ristrutturazione di un capannone da adibire a laboratorio di indagine chimica della polizia scientifica») in un libro, ovviamente a spese della Regione: «Il nostro no alla mafia». L’ultima volta che patrocinò un libro - un’enciclopedia sulla Sicilia - incaricò Andreotti di compilare la voce «Salvo Lima». Questa volta, per cambiare, potrebbe affidare la prefazione a Dell’Utri.

ULIWOOD PARTY
MARCO TRAVAGLIO
l’Unità (25 Luglio 2007)

VI CONSIGLIO ANCHE LA VISIONE DI QUESTO FILMATO


TANTO PER NON DIMENTICARE MAI DA QUALE PARTE E' SEMPRE STATO IL MITICO CUFFARO... ANCHE GIOVANNI FALCONE E' SBALORDITO!!!
CHE VERGOGNA DI PRESIDENTE REGIONALE!!!


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13 giugno 2007

la mafia nel 2001 votò per Cuffaro... ma và ;)

 Il pentito: la mafia nel 2001 votò per Cuffaro

Sono decisamente inquietanti le dichiarazioni rilasciate di fronte ai Magistrati della Procura di Palermo dal collaboratore di giustizia Maurizio Di Gati. Secondo il pentito - in galera dal novembre del 2006 - Cosa Nostra nelle regionali del 2001 votò per l'attuale Governatore siciliano Salvatore Cuffaro.
"Tutti quelli di Cosa nostra, tutti abbiamo votato a Cuffaro - ha spiegato - così come votammo per la Casa delle Libertà alle Politiche".
Questa testimonianza sarà utilizzata nel processo in corso a Palermo che vede imputato Cuffaro per "favoreggiamento aggravato a Cosa nostra e violazione del segreto d'ufficio".


 fonte: WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 13 GIUGNO 2007

Ovviamente non è una novità ma di certo sono ulteriori conferme!!!


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6 marzo 2007

Totò Cuffaro, un uomo, una coppola!

Come si fa a prestarsi a questo squallido teatrino?
Teleacras. Una emittente televisiva davvero seria, ...ma complimenti!
Sono agrigentino e me ne vergogno!
Un bel messaggio al popolo siciliano: con la mafia si 'cugghiunia'.
Ricordate, "con la mafia bisogna convivere" (parole di Lunardi, ex ministro del governo Berlusconi)"! E c'è chi ci convive alla grande (senza bisogno di Pacs). 
Dopo la performance ad Annozero (la trasmissione di Santoro), questa è la continuazione dello spettacolo: "il mafioso, uomo con la coppola". E visto il processo che lo vede imputato a Palermo, il governatore Cuffaro la butta sempre sullo scherzo.
Ma proprio lui non potrebbe evitare? Ovviamente lo sketch (notevole la performance del giornalista Castaldo!) in questione è girato appositamente per far credere a tutti che il suo processo è solo una burla, e che la mafia in fondo non è una cosa seria.

Coppola, vino (mancava la lupara, ma forse non era in vista... chi sa sotto il divano...) e americani. Va bene scherzare, ma io voglio ricordare che la vera Mafia è quella con i "colletti bianchi", e, come accertato in questi anni, anche con i "camici bianchi"!
Domandate a Cuffaro se ne sa qualcosa...

 


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13 febbraio 2006

Totò è incostituzionale

Totò è incostituzionale


Marco Travaglio

Dunque, negli ultimi giorni, abbiamo appreso che chi "ha fatto politica nell'ultimo anno" non può andare in tv. Semprechè, si capisce, non si chiami Berlusconi (il quale ieri, dopo un'ora a Radio Radio, s'è precipitato in Cassazione: gli avevano garantito un paio d'ore di diretta anche lì, poi però ha scoperto che il microfono non era per lui, ma per il procuratore generale, allora se n'è andato furibondo per aver "sottratto tempo prezioso all'attività di governo", mancando per un soffio "La prova del cuoco"). La regola vale solo per chi si chiama Santoro. Sono le delizie della "nuova" Rai tornata in mano ai comunisti. Fra questi viene di nuovo annoverato l'ottimo Agostino Saccà, esecutore materiale dell'editto bulgaro, che resterà al suo posto in saecula saeculorum. L'ha annunciato il consigliere Carlo Rognoni al Corriere: "La fiction di Saccà va benissimo, perché mandarlo via?". Lui ha il diritto di epurazione attivo, ma non passivo.
Santoro era andato al Parlamento europeo perché dicevano che in Rai rubava lo stipendio: si ostinava a non voler lavorare. Poi vinse la causa in tribunale, ma la Rai non ottemperò all'ordine di reintegro in quanto Santoro era al Parlamento europeo. Allora lasciò il Parlamento europeo, ma ora si scopre che, essendo stato al Parlamento europeo, non può essere reintegrato: ruba di nuovo lo stipendio, il fellone, non vuole proprio saperne di lavorare. Intanto due suoi giornalisti disoccupati, Stefano Bianchi e Alberto Nerazzini, fanno un videoreportage sul caso Cuffaro ("La mafia è bianca") e lo vendono in libreria con la Bur Senzafiltro. Ma nemmeno lì si può. Totò Cuffaro, che fra l'altro è imputato di favoreggiamento alla mafia, si rivolge ai giudici: non quelli di Palermo, chè porta male, ma quelli di Bergamo, per chiedere l'immediato sequestro del reportage in tutto l'orbe terracqueo: è "lesivo della reputazione, dell'identità personale e politica dell'on. Cuffaro". Il quale, fra l'altro, si sottovaluta: nessuno potrà mai ledere la sua reputazione più e meglio di quanto non faccia lui. Inoltre "il video condiziona la libera ricerca del consenso democratico, alterando la campagna elettorale in Sicilia". In effetti, il fatto che i siciliani vadano a votare sapendo chi è Cuffaro rischia di introdurre una grave e inedita turbativa nelle urne: l'informazione. Se passa l'idea che si vota informati, si crea un pericoloso precedente, oltrechè un pesante conflitto d'interessi per chi ha tutto l'interesse a esser votato da elettori ignari. Purtroppo ieri il Tribunale di Bergamo ha fiaccato le aspettative di Totò Vasa Vasa, con una sentenza che dà ragione ai due giornalisti difesi dall'avvocato Caterina Malavenda. Scrive il giudice Paolo Gallizzi che la legge "non consente il sequestro delle pubblicazioni,se non a seguito di sentenza irrevocabile". E ricorda addirittura, temerariamente, "uno dei diritti fondamentali della nostra Carta Costituzionale: quello di'manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione'".In attesa che il cosiddetto ministro Castelli sguinzagli i suoi ispettori a Bergamo e attivi un immediato procedimento disciplinare contro questo magistrato politicizzato che osa addirittura citare la Costituzione in una sentenza, segnaliamo che l'improvvido Gallizzi si spinge anche oltre: sostiene che l'introduzione di Santoro al documentario "non contiene frasi ingiuriose o diffamatorie", così come il libro che accompagna il video "non contiene espressioni offensive", ma documenta fatti "di grande rilievo amministrativo e civico: il sistema della sanità pubblica in Sicilia, affetto da gravissime disfunzioni". Quanto al video, riproduce "immagini reali, spesso tratte da cronache giudiziarie" di "un procedimento penale che vede imputato il ricorrente". Insomma, l'imputato è e resta Cuffaro, non i giornalisti. Ora naturalmente ci sarà chi parlerà di un'"azione di supplenza" della magistratura. Ma, se il titolare è l'Ordine dei giornalisti, così solerte a tutelare i Vespa e i Mimun da chi osa criticarli e così silente quando un Cuffaro chiede di sequestrare un libro e un film, che Dio ci conservi i supplenti.

                                                                                                     28 Gennaio 2006


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