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Benvenuti su

Salvo Tgweb

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Con l'ex magistrato Gherardo Colombo

Colombo ad Agrigento.
Articoli e  video:
link1; link2; link3.

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Ad Enna con il giornalista Lirio Abbate.
Presentazione del libro "I Complici. Tutti gli uomini di Bernardo Provenzano da Corleone al Parlamento". (di Abbate e Gomez)

Incontro “Terra di mafia e di lotta alla mafia”
svoltosi a Palma di Montechiaro (AG)
foto con M. Travaglio (ottobre 2006)

Con M. Travaglio e S. Guzzanti in occasione della presentazione di "Intoccabili" e  "Reperto Raiot" a Palermo (2005)

 

V-DAY Agrigento

foto del V-Day agrigentino foto (clicca qui) e anche il video (clicca qui)

V2-DAY 

Qui il video del secondo v-day

V2-Day il video (clicca qui)

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Manifesti "Amici di Beppe Grillo con Sonia Alfano presidente". Regionali 2008.

Con Sonia Alfano in visita presso il nosocomio agrigentino. (foto di Elio Di Bella)

Sonia Alfano ad Agrigento elezioni Europee 2009

 

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TUTTI GLI ANIMALI SONO UGUALI MA ALCUNI ANIMALI SONO PIU' UGUALI DEGLI ALTRI   G. Orwell
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“La tragedia dell’Italia è la sua putrefazione morale, la sua indifferenza, la sua vigliaccheria”. Piero Calamandrei
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"Non è la libertà che manca.
Mancano gli uomini liberi".          Leo Longanesi
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"Può stare nel luogo santo chi ha mani innocenti e cuore puro. Mani innocenti sono mani che non vengono usate per atti di violenza. Sono mani che non sono sporcate con la corruzioni e con tangenti. Cuore puro, quando il cuore è puro? E' puro un cuore che non si macchia con menzogna e ipocrisia, un cuore che rimane trasparente come acqua sorgiva perchè non conosce doppiezza".
Papa Benedetto XVI
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Oggi la nuova resistenza in che cosa consiste. Ecco l'appello ai giovani: di difendere queste posizioni che noi abbiamo conquistato; di difendere la Repubblica e la democrazia. E cioè, oggi ci vuole due qualità a mio avviso cari amici: l'onestà e il coraggio. L'onestà... l'onestà... l'onestà. [...] E quindi l'appello che io faccio ai giovani è questo: di cercare di essere onesti, prima di tutto: la politica deve essere fatta con le mani pulite. Se c'è qualche scandalo. Se c'è qualcuno che dà scandalo; se c'è qualche uomo politico che approfitta della politica per fare i suoi sporchi interessi, deve essere denunciato!       Sandro Pertini

Per me libertà e giustizia sociale, che poi sono le mete del socialismo, costituiscono un binomio inscindibile: non vi può essere vera libertà senza la giustizia sociale, come non vi può essere vera giustizia sociale senza libertà. Ecco, se a me socialista offrissero la realizzazione della riforma più radicale di carattere sociale, ma privandomi della libertà, io la rifiuterei, non la potrei accettare. [...] Ma la libertà senza giustizia sociale può essere anche una conquista vana. Si può considerare veramente libero un uomo che ha fame, che è nella miseria, che non ha un lavoro, che è umiliato perché non sa come mantenere i suoi figli e educarli? Questo non è un uomo libero.       S. Pertini

Sono del parere che la televisione rovina gli uomini politici, quando vi appaiono di frequente.                              S. Pertini
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Non è necessario essere socialisti per amare Pertini. Qualunque cosa egli dica o faccia, odora di pulizia, di lealtà e di sincerità.                 Indro Montanelli
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"Veramente la scoperta che c'è un'Italia berlusconiana mi colpisce molto: è la peggiore delle Italie che io ho mai visto, e dire che di Italie brutte nella mia lunga vita ne ho viste moltissime. L'Italia della marcia su Roma, becera e violenta, animata però forse anche da belle speranze. L'Italia del 25 luglio, l'Italia dell'8 settembre, e anche l'Italia di piazzale Loreto, animata dalla voglia di vendetta. Però la volgarità, la bassezza di questa Italia qui non l'avevo vista né sentita mai. Il berlusconismo è veramente la feccia che risale il pozzo". Indro Montanelli


7 ottobre 2009

Belpietro... "dove ha preso i soldi?"



Maurizio Belpietro sì che è un grande giornalista.

L’altra sera, durante l’ultima puntata di Annozero, l’ex direttore di Panorama ha chiesto insistentemente a Patrizia D’Addario da dove venissero i suoi soldi. Neanche fosse il Presidente del Consiglio.

Io credo che la D’Addario non sia tenuta a dire un bel niente a Belpietro, dato che lei non ricopre alcuna carica istituzionale (anche se a dir la verità qualcuno nel Pdl voleva farle avere una bella carriera politica, non so in base a quali meriti e criteri…), non amministra la nostra vita e non le paghiamo uno stipendio.

Detto ciò, colgo l’occasione per ricordare come da lustri il Cavalier Bugiardoni non risponde a quella domanda che tanto oggi piace all’attuale direttore di “Libero” (sic!).

La domanda, in quest’ultimo caso, era pertinente, si rivolgeva ad un signore che un po’ vestiva i panni del Presidente del Consiglio e un po’ quelli del capo dell’opposizione.

In un altro Paese i media non avrebbero mollato finché non fosse arrivata una risposta credibile. Ricordo infine che anche ai magistrati che domandavano è stato offerto un bel due di picche.

Adesso voglio concludere con la domanda (che è sempre attuale) formulata da Daniele Luttazzi in una memorabile puntata di Satiricon, avente come ospite Marco Travaglio:

“Cavaliere, dove ha preso i soldi?”







29 luglio 2009

Sequestrato l'ospedale di Agrigento

da rainews24

L'ospedale San Giovanni di Dio


Il Gip presso il Tribunale di Agrigento, Alberto Davico, ha disposto il sequestro preventivo dell'intero complesso ospedaliero San Giovanni di Dio di Agrigento.

Il provvedimento, eseguito dalla Guardia di finanza, è stato adottato a conclusione di complesse indagini che hanno evidenziato gravi carenze strutturali dell'intero complesso ospedaliero, tali da esporre, spiegano, "a gravissimo rischio sismico l'intero manufatto". "I gravi, precisi e concordanti indizi di colpevolezza hanno determinato la Procura della Repubblica di Agrigento - spiegano investigatori e inquirenti -
a richiedere l'adozione del provvedimento cautelare reale sussistendo tutte le esigenze previste dal codice di rito, non potendo prorogarsi oltre il rischio concreto di eventi disastrosi".  >> continua>>

....... poi dicono che con un leggero terremoto accadono tragedie!


La notizia comunque non è del tutto nuova. C'era da aspettarselo.
Vi segnalo il video dell'intervento di Marco Travaglio ad Annozero ad inizio aprile nel quale proprio l'ospedale di Agrigento veniva descritto come "pericolante"!




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1 maggio 2009

Bisogna esserne fieri, ma i tg italiani la pensano diversamente...






All’indomani della consegna del premio per il giornalismo libero a Marco Travaglio, conferito ieri a Berlino dall’associazione dei giornalisti tedeschi Djv, la redazione di Voglioscendere ha provato vivo stupore nel rilevare che ben quattro testate on line facilmente rintracciabili dai motori di ricerca riportavano la notizia in Italia. Desideriamo ringraziare, per questo, agoravox, youreporter, Cronaca 24 e Brindisi Sera.

La premiazione si è svolta in un’atmosfera piacevole e in un clima di stima reciproca. Forse in virtù di questo il tg1 non ha ritenuto di dovere manifestare lo stesso interesse mostrato per Marco in altre occasioni. Forse, chissà. Preferiamo affidarci alle parole di Ilaria Pompei, una ragazza che ieri era a Berlino e che ha potuto seguire la premiazione in prima persona, condividendo con noi le sue riflessioni e alcuni scatti della serata. A lei e a tutti gli amici che hanno condiviso la bella notizia, grazie.
La redazione


La lettera e le foto di Ilaria


Ieri ho assistito all'assegnazione del premio a Marco Travaglio qui a Berlino. Con mio grande disappunto (ma il mio intuito già lo sospettava) ho visto che nessun giornale italiano ha parlato dell'evento.
Nel mio piccolo, farò una piccola "azione di disturbo" per far sapere ai quotidiani italiani quello che è successo ieri (alla faccia di tutti i paggi e servitori!).
Ieri ho conosciuto dei ragazzi che vivono qui in Germania e, tra registratori, foto e articoli su piccole riviste, ci daremo da fare con i mezzi che abbiamo a disposizione, per diffondere il più possibile la notizia. In fondo, siamo o non siamo la generazione che sta crescendo con facebook, flickr e blog vari?!
Cordiali saluti, e ringrazi Travaglio della sua simpatia e disponibilità: per la prima volta in 23 anni mi sono sentita orgogliosa di essere italiana.
Ilaria


              

La notizia sulla stampa estera

Marco Travaglio wurde ausgezeichnet (djv.de) - la traduzione (a cura di italiadallestero.info)
Marco Travaglio mit DJV-Preis der Pressefreiheit ausgezeichnet (firmenpresse.de)
Marco Travaglio mit DJV-Preis der Pressefreiheit ausgezeichnet (marketing-boerse.de)
Une synthèse sur la situation politico-médiatique italienne (mediapart.fr)
Italian journalist receives German press freedom award (earthtimes.org)

Avvistamenti della notizia scomparsa che giungono alla redazione

A Travaglio il premio “libertà di stampa” dei giornalisti tedeschi (Micromega.net)
A Travaglio premio libertà di stampa dei giornalisti tedeschi  (Wall Street Italia)
Marco Travaglio su RaiNews24 - 29 aprile 2009 (19luglio1992.com)
Il discorso di Marco Travaglio alla premiazione della Djv - guarda il video


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19 marzo 2009

Primo Incontro Nazionale delle Liste Civiche “Comuni a 5 Stelle”. Intervento di Marco Travaglio

Politica significa Costituzione


Marco Travaglio rende il dovuto omaggio alla nostra Costituzione in occasione del Primo Incontro Nazionale delle Liste Civiche “Comuni a 5 Stelle”.

Dello splendido intervento mi ha particolarmente emozionato (praticamente mi son venuti i brividi) il momento in cui Marco ha ricordato il compianto Giuseppe Gatì.

Queste le parole di Travaglio: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero, quindi non si ritirano gli striscioni che dicono che il Presidente della Repubblica dorme; e non si pestano i manifestanti; e non si chiudono in questura i Piero Ricca, o quel ragazzo siciliano che poi è tragicamente morto e che aveva osato contestare Sgarbi… per dire… no? Giuseppe Gatì… se non ricordo male.” Seguono applausi fortissimi…

Consiglio la visione del video perché come al solito Marco riesce a farci sorridere lasciandoci l’amaro in bocca, e ricordandoci quanto sia, oggi più che mai, davvero bistrattata la nostra meravigliosa Carta Costituzionale.


Il video è diviso in tre parti:

parte 1  (la svolta autoritaria e varie differenze con gli altri paesi)

parte 2  (la Costituzione e il richiamo a Giuseppe Gatì)

parte 3  (consigli comunali e omaggio a Berlinguer)




19 gennaio 2009

Marco Travaglio - Passaparola. Diretta del 19.01.09

Borsellino: omicidio di Stato?

406
commenti




Testo:
"Buongiorno a tutti, oggi parliamo di un processo scomparso, un processo dimenticato. Anzi, per nulla dimenticato. Proprio perché chi di dovere lo sa che non ne parla. E dopo capirete il perché. A Palermo, in un’aula della quarta sezione penale del Tribunale, si sta processando l’ex capo dei servizi segreti civili, cioè l’ex capo del SISDE. Che è un prefetto, ma è anche un generale dei Carabinieri e si chiama Mario Mori..." 
(Clicca su continua per il testo completo dell'intervento).




3 luglio 2008

Le panzane del Cavaliere Berluska e dei suoi cortigiani al seguito

Ecco un gran bell'articolo di Travaglio in risposta ad Ernesto Galli della Loggia:

Troppi Galli nella Loggia

Sbugiardati in pieno - e al solito - sia il Galli che il berluska:
"Berlusconi, per Galli della Loggia, ha subìto "un'immane mole di procedimenti giudiziari, più di chiunque altro nella storia d'Italia". Il Cavaliere ha avuto una trentina di indagini, da cui sono nati una quindicina di processi. Pochi, se si pensa che è stato iscritto alla P2, ha avuto in casa un mafioso travestito da stalliere, s'è fatto proteggere da un politico corrotto come Craxi, si porta appresso da 40 anni un noto corruttore di giudici come Previti e un celebre amico di mafiosi come Dell'Utri. Comunque c'è chi lo batte (a parte la Fiat che, con Mani Pulite, ebbe molti più arresti e perquisizioni che la Fininvest): Francesco Saverio Borrelli è stato iscritto 319 volte nel registro degl'indagati della Procura di Brescia, Di Pietro 64, Davigo 36, Colombo e la Boccassini 30, anche su denuncia di Berlusconi e dei suoi cari. Si sono lasciati indagare senza fiatare, han chiesto ai pm di fare presto e alla fine sono stati sempre assolti o archiviati. Perché erano innocenti. Berlusconi invece, nel '94, sentendo il fiato dei pm sul collo, si buttò in politica per buttarla in politica, avviando ogni sorta di pratica ostruzionistica, nelle aule processuali e in quelle parlamentari, per rallentare, bloccare e cancellare i suoi processi. Come dice Luttazzi, "mai visto un innocente darsi tanto da fare per farla franca"
leggi tutto (clicca qui)
di Marco Travaglio, da l'Unità, 2 luglio 2008




2 luglio 2008

video Flores D'arcais per Weltroni. Video di Travaglio dedicato a "Sua impunità"

Guarda il video messaggio di Paolo Flores d'Arcais in risposta a Walter Weltroni.
Walter il tuo è un inciucio per omissione


guarda anche:
Sua impunità







Ogni giorno nuove adesioni alla manifestazione indetta per l’8 luglio a Roma a piazza Navona alle ore 18 da Furio Colombo, Pancho Pardi e Paolo Flores d’Arcais per protestare contro le leggi-canaglia con cui il governo Berlusconi vuole distruggere il libero giornalismo e la legge eguale per tutti.
Dal palco, oltre ai tre promotori, prenderanno la parola anche Rita Borsellino, capogruppo dell’opposizione all’Assemblea regionale siciliana, lo scrittore Andrea Camilleri, che leggerà alcune delle sue “poesie incivili” appena pubblicate su MicroMega, il giornalista Marco Travaglio che spiegherà la nuova “Costituzione ad personam”, lo scrittore e attore Moni Ovadia, notissimo per la sua costante rivisitazione della cultura ebraica. 

Sul fronte politico fin qui solo l’Italia dei valori di Di Pietro ha aderito alla manifestazione e si sta impegnando concretamente alla sua realizzazione. Ma una decina di parlamentari Ds hanno fatto sapere informalmente che concordano con i promotori. Anche l’Arci per bocca del suo presidente ha informalmente dichiarato al senatore Pardi che sosterrà la manifestazione, e si attende un comunicato ufficiale nei prossimi giorni.

Appello: LEGGI - GUARDA - ADERISCI





27 giugno 2008

Più insicurezza e ingiustizie per i cittadini. Questo doveva essere il vero slogan del Governo Berlusconi. Uguaglianza... Chi è costei?

Il “Governo della sicurezza” stermina la giustizia.

 Al contrario di quanto promesso ci saranno più cittadini senza giustizia e più delinquenti avvantaggiati dal quadro complessivo delle norme che stanno per essere varate.

Leggete e capite la gravità della situazione!

 
L’INCOSTITUZIONALITA’ DELL’EMENDAMENTO “BLOCCA-PROCESSI”

Apri il link sottostante per leggere tutto

http://www.associazionedeicostituzionalisti.it/dottrina/garanzie/pace.html

 
“…irrazionalità dell’esclusione dal provvedimento di sospensione dei soli reati più gravi,  che si pone in palese contrasto con quanto affermato sia da destra che da sinistra durante la recente campagna elettorale, e cioè che dovesse essere prontamente soddisfatta la generale richiesta di sicurezza a fronte della diffusa microcriminalità (mentre qui vengono addirittura esclusi furti, rapine e stupri, e cioè proprio quei reati che il decreto legge n. 92 intenderebbe radicalmente contrastare)…”

“…mancata ricomprensione, tra i reati più gravi (per i quali la sospensione non opera) del reato di corruzione del pubblico ufficiale (tra cui i giudici) e di corruzione in atti giudiziari, che sono forse i reati più gravi in uno «stato di diritto», nel quale la correttezza della conduzione dei processi mira ad assicurare l’eguaglianza di tutti di fronte alla legge…”

 
ANM SU SOSPENSIONE DEI PROCESSI

Apri il link sottostante per leggere tutto

http://www.associazionemagistrati.it/articolo.php?id=183

“…Si tratta di un intervento di cui non si comprendono le finalità e che aggrava la già difficile situazione del processo penale. Abbiamo il dovere di sottolineare le gravissime disfunzioni che deriverebbero dal generalizzato rinvio di un anno di migliaia di processi, anche per fatti di rilevante gravità…”

 

ECCO I REATI PER I QUALI SARA' OBBLIGATORIA LA SOSPENSIONE:

Sequestro di persona art. 605 c.p.
Estorsione art.629 c.p.
Rapina art.628 c.p.
Furto in appartamento art. 624 bis
Furto con strappo
Associazione per delinquere art. 416 c.p.
Stupro e violenza sessuale art. 609 bis c.p.    (strano vero??  ...dopo tanto allarme!)
Aborto clandestino
bancarotta fraudolenta
sfruttamento della prostituzione
frodi fiscali
Usura
Violenza privata

Immigrazione clandestina                 (strano vero??  ...dopo tanto allarme!)

Omicidio colposo con violazione delle norme sulla circolazione stradale

Ecc. ecc. sul su scritto link puoi leggere tutto

 

ESEMPI SU EMENDAMENTO SALVAPROCESSI

Esempio n.1

A) uno straniero irregolare violenta una studentessa alla fermata del tram.

B) un giovane studente cede gratuitamente una dose di hashish ad un coetaneo.

Quale processo faccio per primo?

Risposta: B

Vedi gli altri sul link su riportato

 

 

Ecco il punto di vista del  Financial Times :

“Silvio Berlusconi è in carica da quasi 50 giorni. Assistere allo spettacolo del suo nuovo governo in azione è un po' come mettersi a rivedere un vecchio e brutto film…”

“…Sta anche tentando di introdurre una legge che garantirebbe l'immunità alle alte cariche dello stato italiano, lui compreso. Una legge simile sarebbe impensabile nella quasi totalità degli stati occidentali…”

 leggi tutto 

http://www.osservatoriosullalegalita.org/08/acom/06giu3/2600giufttitalia.htm

 

Per fortuna c’è qualcuno che non dorme mentre uccidono la democrazia

Consiglio la visione di questi video:

manifestazione a Milano

http://www.youtube.com/watch?v=7hC020S9Mjw   (gran discorso di Piero al minuto 4:30)

http://it.youtube.com/watch?v=9lJVJn_S4-8             (intervento di Salvatore Borsellino (fratello di Paolo), Nando Dalla Chiesa)

 

Guarda “L'Empirico e le Intercettazioni”

http://it.youtube.com/watch?v=9wbJcLfQn8w

 




25 giugno 2008

Un grande Travaglio. Pessima figura dei deputati della PDL: LUPI Maurizio (Forza Italia) e BUTTI Alessio (Alleanza Nazionale).



L’altra sera ad ICEBERG (Telelombardia, condotto da David Parendo, 16-6-2008) Marco Travaglio ha parlato di intercettazioni. Il clima è stato torrido! I due deputati erano in evidente difficoltà. Cosa che non succede mai su rai, mediaset e la7 (dove i guanti di velluto sono d’obbligo e la genuflessione innanzi al potente di turno è un dovere).

Non perdetevelo!!!

 http://it.youtube.com/watch?v=tBY8TCAM2UU



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6 maggio 2008

Sgarbi, Grillo, Travaglio, Santoro, Petruccioli, Battista, Landolfi...

dal sito di Annozero

grillo, battista e il contraddittorio

Pigi Battista, nel suo editoriale sul Corriere di oggi, lunedì 5 maggio 2008, scrive che la puntata di “Annozero” si è svolta «senza contraddittorio» e «senza possibilità di replica».
Quello che segue è l’elenco completo delle espressioni indirizzate da Vittorio Sgarbi a Beppe Grillo, a Marco Travaglio e ad “Annozero”, durante la puntata del 1 maggio.


- «Non fare il fenomeno» (a Travaglio).
- «Sembri Fassino» (a Travaglio, che risponde: «Fassino glielo dici a tua sorella»).
- «Mia sorella vale venti volte te che se un pezzo di merda, pezzo di merda puro» (a Travaglio).
- «Hai fatto parlare questo cretino, ora fai parlare me» (a Santoro, riferito a Grillo).
- «Che non racconti queste stronzate sulle basi Nato» (a Grillo).
- «Si vergogni, quest’idiota, questo farabutto» (a Grillo).
- «Hai parlato tu che diffami il mondo, ignorante» (a Travaglio).
- «Grillo non pone questioni, dice stronzate».
- «Non dire stronzate, non dici frasi, dici stronzate» (a Travaglio).
- «Vanno a sentire lo spettacolo di un’idiota» (ai “grillini” in piazza).
- «Non sputtanare l’Italia, non dire puttanate, stai dicendo stronzate» (a Travaglio).
- «Non dire stronzate» (a Travaglio).
- «Vince la destra lo stesso, con i vostri applausi del cazzo» (a Travaglio).
- «Sei un bugiardo, un falsario» (a Travaglio, accusato di lodare Enzo Biagi e criticare Cesare Romiti).
- «Siamo un grande paese con un pezzo di merda come te» (a Travaglio).
- «Non voglio far andare avanti questo che dice solo delle balle» (a Travaglio).
- «Non ha argomenti, dice bugie» (riferito a Travaglio).
- «Non sfottere, che tu sei il popolo del nulla» (a Travaglio).
- «Popolo del nulla, perché ascolta le sue stronzate» (riferito a Travaglio).
- «Dite delle bugie, siete dei bugiardi» (a Travaglio).
- «Tu scrivi solo idiozie» (a Norma Rangeri).
- «Faccia da tonto» (a Travaglio).
- «Avete pubblicato della merda» (a Roberto Natale, riferito alla pubblicazione sui giornali delle intercettazioni).


Se quello della puntata del 1 maggio non è contraddittorio, allora la prossima volta, per esprimere un dissenso più efficace in diretta, dovranno sputarci in faccia e prenderci a calci nello stomaco? Allora, finalmente, i liberal come Battista saranno soddisfatti. O no?

(commenta sul blog di annozero)




Grillo, Landolfi e il vilipendio

Mario Landolfi, presidente della Commissione di vigilanza Rai, a proposito di “Annozero” ha parlato di «linciaggio mediatico, con l’attacco a Veronesi» e di «vilipendio al Capo dello Stato». Ma se vilipendio c’è stato, perché nessuno l’ha denunciato quando Grillo ha parlato a Torino, il 25 aprile; quando le sue parole sono state riportate, nei giorni seguenti, da tutti i giornali; quando sono state messe in onda dai telegiornali e da “Matrix”? Che cosa fa Landolfi, accusa magistrati e poliziotti di aver omesso di denunciare un reato? E perché non l’ha denunciato lui dopo aver sentito Grillo all’“Infedele” e a Rainews 24 (prima di “Annozero”)? E perché non l’ha denunciato neppure dopo “Annozero” e dopo che Raisat ha mandato in replica la puntata?


(commenta sul blog di annozero)




dopo la puntata del 1 maggio
grillo, diritto di cronaca

Ho fatto come sempre il mio lavoro, con ottimi risultati per l’azienda e portando a termine una trasmissione difficile che ha dovuto sopportare durante il suo svolgimento insulti e provocazioni preordinate. Ritengo di aver esercitato il diritto di cronaca dando conto, come altri programmi, dei momenti più significativi della manifestazione promossa il 25 aprile a Torino da Beppe Grillo.
L’ho fatto nell’esclusivo interesse del pubblico, con un lavoro di edizione che ben risultava dalla messa in onda, ma del quale, se vorrà, il Presidente Petruccioli potrà essere informato ascoltando montatori e giornalisti che lavorano con passione nella nostra redazione e che sono abituati a usare la loro professionalità al servizio del pubblico e non per conto terzi.

Tutti i partecipanti ad Annozero, compreso Marco Travaglio, che aveva preso parte al V-Day, hanno avuto espressioni di critica e avanzato rilievi nei confronti di Grillo; c’è stato anche chi l’ha insultato con estrema violenza. Le affermazioni di Beppe Grillo sul Presidente Napolitano, già presenti nelle cronache di tutti i giornali italiani, sono state riportate senza la volontà di farle proprie. Non riportarle avrebbe rappresentato, a mio parere, una grave omissione e una censura. La stessa considerazione vale per i giudizi sul professor Veronesi e su qualunque altro personaggio pubblico. Poiché Grillo è di fatto un soggetto politico, va attribuita esclusivamente a lui la responsabilità di ogni sua dichiarazione, come confermano recenti sentenze della Corte di Cassazione e come normalmente avviene per Berlusconi, Bossi, Mastella e qualunque altro leader politico. Spetta dunque ai tribunali e non ai giornalisti valutare la portata calunniosa delle affermazioni fatte dai soggetti politici e non mi risulta che ci siano state iniziative in tal senso, perché altrimenti ne avrei dato volentieri conto.

Sono pronto a rispondere in qualsiasi sede della correttezza dei miei comportamenti e resto fiducioso in attesa delle iniziative che intenderà intraprendere il Presidente Petruccioli, ma non ritengo che esse potranno continuare a consentire ai leader dei partiti di dire quello che vogliono nella televisione pubblica, proibendo invece a un unico soggetto politico, Beppe Grillo, di esprimere il proprio pensiero. La Rai appartiene infatti al pubblico e non ai partiti e la libertà d’espressione è tutelata dalla Costituzione Repubblicana.

Michele Santoro




27 aprile 2008

V2-DAY Marco Travaglio



prima parte - seconda parte

l'intervento ripreso da RobbieNesh su youtube in tre parti:
http://www.youtube.com/watch?v=eOOkD240e6M
http://www.youtube.com/watch?v=4MX_y4B6lzs
http://www.youtube.com/watch?v=EwO324V--PU

Antonio Di Pietro al V2-Day



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17 marzo 2008

Marco Travaglio ad Agrigento. Presenterà "Mani Sporche".


Al Teatro della Posta Vecchia di Agrigento verrà presentato il libro "Mani sporche" di Marco Travaglio, Gianni Barbacetto, Peter Gomez.
Sarà presente Marco Travaglio e introdurrà l'incontro Amedeo Bruccoleri (organizzatore dell'evento e proprietario della libreria Capalunga)

L'incontro si terrà mercoledì 19 marzo alle ore 17,30.

INFO -  0922 22338,
info@capalunga.com




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21 febbraio 2008

Farabutti!!! Vergogna!

dal blog di Di Pietro, articolo di M. Travaglio

Televisioni: i fatti secondo Marco Travaglio

antenne.jpg

Scusate la noia, ma parliamo di tv. Quell'elettrodomestico quadrato in cui l'altra sera il Cainano ha potuto impunemente raccontare di essersi battuto come un leone contro l'uscita di Enzo Biagi dalla Rai, ma non ci fu nulla da fare perché il vecchio Enzo teneva troppo al soldo e scappò con la cassa di una lauta liquidazione. Dinanzi a lui, al posto del direttore del Tg1 Johhny Raiotta, c'era una sagoma di cartone, che naturalmente non ha replicato.
L'altro ieri Antonio Di Pietro ha detto una cosa ovvia: occorre dare «esecuzione alla sentenza europea su Europa7 e spostare Rete4 sul satellite». Poi ha auspicato la Rai venga ridotta «a una rete senza pubblicità, finanziata dal canone e sottratta all'influenza dei partiti» e ogni concessionario privato non possa avere più di una rete.
Su questo secondo punto, c'è libertà di pensiero: nel Pd, a sinistra e a destra, sopra e sotto. Ma sull'obbligo di eseguire la sentenza della Corte europea c'è poco da discutere: si esegue e basta. Invece Di Pietro è stato subissato di critiche, attacchi, improperi. Che a metterlo a tacere siano i berluscloni, da Cicchitto a Fede, dal Giornale al Foglio, da Facci alla Donna Barbuta, fa parte del gioco: la banda larga difende la cassaforte. Decisamente più stravagante è che lo facciano i vertici del Pd.

Gentiloni: «Il Consiglio di Stato si pronuncerà nei prossimi mesi e alla luce del pronunciamento prenderemo le misure adeguate».
Follini: «La posizione del Pd è contenuta nei due ddl Gentiloni che giacciono in Parlamento».
Veltroni: «Non mi sentirete mai pronunciare una parola di attacco contro Berlusconi. Quella con lui è una polemica gioiosa, ma va bene così: gli italiani sono stanchi degli improperi». Infatti nessuno vuol lanciare improperi. Sarebbe interessante però sapere come intenda muoversi il Pd sulla tv.
Anche perché il responsabile Informazione, Marco Follini, non è l'omonimo di colui che approvò il decreto salva-Rete4 e la legge Gasparri: è sempre lui. Forse dovrebbe uscire dal tunnel della Gasparri. Spiegandogli, con le dovute cautele, che la Corte europea ha raso al suolo il concetto di «regime transitorio» su cui si fondavano la Maccanico, la Gasparri e la Gentiloni.

Ricapitolando. Dal ’94 la Consulta intima a Fininvest di cedere una rete o di spedirla su satellite. La Maccanico le concede una proroga pressoché illimitata. Che perdura anche dopo il '99, quando Europa7 vince la concessione e Rete4 la perde, ma Rete4 continua a occupare le frequenze spettanti a Europa7. Nel 2002 la Consulta torna a fissare il tetto massimo di due reti per Mediaset e le dà tempo fino al 31 dicembre 2003. Berlusconi con il salva-Rete4 e Gasparri con la Gasparri chiudono la partita, con la scusa che, quando arriverà il digitale terrestre (previsto nel 2006) sbocceranno migliaia di canali. La Gentiloni nulla cambia sul numero di reti, si limita a spostare il digitale al 2012, e nulla dice sulle frequenze di Europa7: altro periodo transitorio che cristallizza lo status quo, cioè il monopolio Mediaset. Intanto il 19 giugno '07 la signora Kroes, commissario europeo alla Concorrenza, mette in mora il governo italiano perché modifichi subito la Gasparri, che consente l'accesso al digitale solo a Rai e Mediaset, e annuncia la procedura d'infrazione contro l'Italia.
Investito da Europa7, il Consiglio di Stato chiede alla Corte di Lussemburgo se le regole italiane siano legittime. La Corte, il 31 gennaio 2008, risponde che sono illegittime (la Maccanico, la Gasparri e implicitamente anche la Gentiloni) proprio perché consentono il periodo transitorio a Rete4, a scapito di Europa 7: il Consiglio di Stato dovrà risarcire Europa7 per mancati introiti e frequenze negate. La commissaria Kroes annuncia che questa è anche la posizione Ue: se nel 2009 l'Italia non cambierà sistema, si beccherà una multa di 350-400 mila euro al giorno, con effetto retroattivo dal 2006. Cioè: gli italiani pagheranno all'Europa e a Europa7 cifre da capogiro, perché tutti i governi dal ‘94 a oggi hanno favorito Berlusconi. Ora, attendere il Consiglio di Stato (che dovrà applicare la sentenza di Lussemburgo) o appellarsi alla defunta Gentiloni (superata dalla sentenza di Lussemburgo) è una furbata di poco respiro. Eseguire le sentenze della Consulta e della Corte europea non è fare un favore a Di Pietro o un dispetto a Berlusconi. È un dovere, punto e basta.






12 febbraio 2008

Appello alle persone "per bene" elettori di centro destra.

Si ripresenta con ampio credito dei leader di partito di centro destra e di giornalisti e commentatori prezzolati alla guida del paese il sempre nuovo e sempre giovane: Cavalier Caxxata. Ascoltate quante gravi e pesanti balle è capace di raccontare. Non può governare di nuovo, per favore! Gente per bene di centro destra, dove siete? Fatevi sentire. Lamentatevi, chiedete un altro leader!!!


Leggiamo il parere di qualcuno che non è a soldo del nostro bandana-boy come la rivista britannica Economist.  Leggi l'articolo


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11 febbraio 2008

Agcomiche. L'Authority che tutti desideriamo...

Agcomiche

Uliwood Party di Marco Travaglio
 Mentre l’Alta Corte europea condanna l’Italia per mancanza di pluralismo in tv a causa delle leggi Maccanico e Gasparri pro-Mediaset, la bassa corte nostrana denominata “Autorità per le comunicazioni” (Agcom) individua il vero cancro che lede il pluralismo in Italia: Annozero. In vista dell’auspicato ritorno del Padrone al potere, i servi furbi e quelli sciocchi scatenano l’offensiva contro il programma che ha osato sfidare i tabù del G8, del delitto Fortugno, della censura, dei mandanti occulti delle stragi di mafia, della monnezza a Napoli quando non ne parlava nessuno, dei preti pedofili, dell’intoccabile Geronzi, dei casi Forleo e De Magistris.

È il replay di quel che accadde nel 2001, quando la stessa Authority (con altra composizione) sanzionò la Rai perché Santoro aveva osato parlare dei rapporti fra mafia e Dell’Utri dopo il Satyricon di Daniele Luttazzi: il noto tribunale dei partiti accusò Il raggio verde di aver violato il pluralismo nella puntata in cui Dell’Utri e Jannuzzi parlarono 66 minuti contro i 30 di Di Pietro e Saverio Lodato.   >>continua>> 


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5 febbraio 2008

Cuffaro-Annozero. Agcom-"gogna mediatica". Articolo essenziale.

totò e le cozze

Ricapitolando. Nell’Annozero del 24 gennaio sul caso Mastella, Totò Cuffaro denuncia che si parlerà della sua condanna, ma nessuno l’ha invitato.
Santoro lo rassicura: di lui si parlerà il 31 e lui sarà l’ospite d’onore. L’indomani la redazione spedisce il fax con l’invito. Risposta: Totò non ritiene “opportuno” essere presente. Santoro allora invita tutti i possibili leader Udc, che alla fine manda il vicesegretario Vietti.
Cuffaro a quel punto “diffida” Annozero dal mostrare il documentario “La mafia è bianca” perché “diffamatorio”: ma purtroppo la sua querela per diffamazione agli autori è stata archiviata dal giudice perché non c’è alcuna diffamazione (“la pubblicazione è esercizio del diritto di informazione garantito dall’ordinamento”). Santoro conferma: “La mafia è bianca” va in onda. Allora mercoledì, quando la puntata è ormai pronta, Cuffaro ricambia idea e dice che vuol essere presente, ma giovedì 31 non può per “impegni inderogabili”: «Quando sono stato invitato, avevo già assunto altri impegni. Chiedo di posticipare la puntata a giovedì prossimo per poter essere presente».
La cosa ormai è impossibile e comunque i temi di un programma li decide la redazione, non l’ospite eventuale. Del resto, per raccontare un processo, i giornali non han bisogno di intervistare l’imputato: il cronista va, prende appunti e racconta.
Giovedì il documentario va in onda. Poi parlano i tre politici ospiti, tutti favorevoli a Cuffaro: sia Vietti e Alemanno del centrodestra, sia Emma Bonino dell’Unione, che lamenta l’assenza di Cuffaro come se fosse colpa di Santoro. Vietti e Bonino s’incaricano di interrompere e coprire con la loro voce chiunque dica cose sgradite a Cuffaro, cioè vere. Per esempio che lo stesso Cuffaro, al processo, ha ammesso di aver incontrato Salvatore Aragona e Vincenzo Greco sapendo che erano stati condannati: l’uno per mafia (procurò un falso alibi al boss Enzo Brusca in un processo per omicidio), l’altro per favoreggiamento alla mafia (curò il latitante Salvatore Grigoli, l’assassino di don Puglisi).
Subito dopo parte il pianto greco dell’Udc, dell’Udeur (che non c’entra ma c’è sempre), di FI, di Giuliano Ferrara e trombettieri vari contro la “gogna mediatica” di Annozero. Giuliano Urbani, membro forzista del Cda Rai, parla di “processo in contumacia”.
Corrado Calabrò, presidente dell’Agcom, annuncia alla stampa un “preavviso di richiamo” per tre puntate di Annozero e un “monitoraggio” speciale sull’ultima. Ora, il “preavviso di richiamo” non è previsto da alcuna legge: è come se un giudice convocasse la stampa per informare che Tizio è stato condannato - senza che quello sapesse neppure di essere sotto processo - ma la sentenza non è stata ancora scritta e gli verrà recapitata con comodo.
Quella dell’Agcom è esattamente la “gogna mediatica” che viene rinfacciata a Santoro, che non ha mai potuto difendersi dall’accusa perché nessuno gliel’ha mai contestata. Persino un eccellente giornalista come Giovanni Valentini accusa Santoro di “tradire la sua funzione” perché “sceglie gli ospiti, toglie e dà la parola, impone un ordine di priorità, determina i tempi e lo svolgimento del dibattito” (e chi dovrebbe farlo, di grazia?) e soprattutto perché “non assicura la pluralità dei punti di vista e l’osservanza del contraddittorio”.
Ma basta leggere il quotidiano “La Sicilia” per conoscere l’”inderogabile impegno” istituzionale che ha costretto Cuffaro a disertare Annozero: una messa in onore di don Bosco e una cena con gli ex-compagni di liceo salesiano sul mare di Palermo, a base di cozze, ostriche, alici marinate e sarde a beccafico.
Il cronista domanda perché non sia andato ad Annozero. E Totò: “Non sono andato da Santoro perché oggi è una giornata particolare per me e per tutti quelli che siamo stati educati dai salesiani. Non ho neanche intenzione di vedere la trasmissione”. C’è chi la vede per lui e, tra una portata e l’altra, lo aggiorna al telefono. Alla fine baci e abbracci, soprattutto baci, e un bel brindisi nel quadro della novena di festeggiamenti per la condanna a 5 anni. Per stavolta, niente cannoli.
La pretestuosità dell’“impegno improrogabile” è evidente: Cuffaro se ne sarebbe inventato uno a settimana, per rinviare alla calende greche la puntata sulla sua condanna. Magari fino alla campagna elettorale, quando calerà la mannaia della par condicio. La tv è libera di occuparsi di Cuffaro solo se c’è Cuffaro; ma siccome Cuffaro non c’è mai, la tv non deve occuparsi mai di Cuffaro. Un giochetto ricattatorio talmente evidente che tutti dovrebbero vederlo. Infatti non lo vede nessuno. Le Authority, del resto, sono lì apposta.

Marco Travaglio
“Uliwood party”
l'Unità, 3 FEBBRAIO 2008


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19 gennaio 2008

A Travaglio non lo freghi :))

Lo Scherzo fatto a Travaglio durante la trasmissione Tetris


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1 dicembre 2007

Intervento di Marco Travaglio, Luigi De Magistris e Beppe Grillo al Parlamento Europeo





guarda anche:

Luigi De Magistris al Parlamento Europeo


Beppe Grillo al Parlamento Europeo


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19 novembre 2007

Arnoldo Previti Editore. L'indegna cerimonia.

Quest'articolo va letto in combinazione con il precedente post. (dal blog di P. Ricca)


Arnoldo Previti Editore - Uliwood Party di Marco travaglio



Fervono a Milano i festeggiamenti per il centesimo compleanno dell'Arnoldo Mondadori Editore. Tra un convegno, una mostra e un vernissage, il centro di Milano (Scala, Galleria, Palazzo Reale) è stato per l'occasione privatizzato e trasformato dalla giunta Moratti in un gigantesco set per celebrare degnamente l'anniversario. Un libro, Album Mondadori 1907-2007, ricostruisce il primo secolo di vita del glorioso marchio.

Purtroppo nell'indice dei nomi ne mancano due fondamentali: Metta Vittorio e Previti Cesare. Il primo è il giudice della Corte d'appello di Roma che il 24 gennaio 1991 annullò il lodo Mondadori e consegnò la casa editrice a Berlusconi, sottraendola al legittimo proprietario De Benedetti. Il secondo è l'avvocato occulto di Berlusconi che, insieme ai colleghi Pacifico e Acampora, fece recapitare a Metta almeno 400 milioni di lire in contanti, messi gentilmente a disposizione della Fininvest.

Una storia così torbida e avvincente meriterebbe un Giallo Mondadori tutto per sé, o almeno un capitolo dell'Album encomiastico. Invece niente. Silenzio assoluto. Fra i rulli di tamburo e gli squilli di trombone delle celebrazioni, nessuno ricorda che da 16 anni Berlusconi possiede un gruppo editoriale, il primo d'Italia, che non gli appartiene. E come si chiama, dizionario alla mano, chi possiede una cosa che non gli appartiene? Ladro, se l'ha rubata lui. Ricettatore, se l'ha rubata un altro per lui.

Per carità, parlare di furti o di ricettazioni avrebbe rovinato la festa. Ma qualcuno, almeno fra le righe, avrebbe potuto scriverlo che la prima casa editrice italiana fu sottratta 16 anni fa al legittimo proprietario dall'attuale capo dell'opposizione, che fra l'altro non l'ha ancora restituita. Non c'è nemmeno bisogno dei verbi al condizionale o dell'aggettivo “presunto”, per raccontare questa storia: la sentenza di condanna di Previti, Metta & C. è definitiva da qualche mese, proprio come la prescrizione di Berlusconi. Per dire: forse Salman Rushdie e David Grossman, anch'essi l'altra sera alla Scala, non hanno mai saputo che i loro libri in Italia vengono pubblicati da un abusivo, che comprava giudici e sentenze. Sarebbe il caso di farglielo sapere. Ma non c'è pericolo: anche questa volta lasceranno l'Italia senza sospettare nulla.

Leggendo i giornali di ieri han trovato molti particolari sull'abbigliamento di Marina Berlusconi, sulla pettinatura di Piersilvio, sulla lacca della Moratti (pare che il buco dell'ozono, che si stava restringendo, abbia ricominciato ad allargarsi), sulla leggendaria simpatia di Vespa e Confalonieri, ma nemmeno una parola sulla sentenza della Cassazione che ha definitivamente sancito l'illiceità del passaggio della sentenza che annullò il lodo Mondadori e sconvolse gli equilibri editoriali (e anche politici) dell'Italia. Visto che alla cerimonia ha preso parte l'Ingegnere (che nella causa civile da lui intentata ai berluscones attende la restituzione del maltolto, quantificato in un milione di euro), sarebbe stato facile ricordare, in due righe, com'è finita la faccenda. Invece niente, nemmeno una parola.

Esemplare la paraculaggine della Stampa, che nella didascalia sotto la foto dell'Ingegnere scrive: "Lo sconfitto: De Benedetti battuto nel 1991 nella guerra per il possesso della casa editrice". Ecco, secondo La Stampa le sentenze comprate si chiamano "guerre", tant'è che Marina auspica la pace. Uno deruba un altro, poi i giornali scrivono che i due erano in guerra, ma ora faranno la pace. Strepitoso. Più pudicamente, il Corriere evita di ricordare chi controlli oggi la Mondadori e come se la sia procurata.

Sul Giornale della ditta, Mario Giordano Bruno Guerri infrange il muro della decenza, e scrive testuale: “La fine del 1984 era il periodo della grande crisi della casa editrice, messa in pericolo dall'investimento televisivo e dall'assalto di De Benedetti”. Ecco: il pericolo era De Benedetti che comprò il gruppo, non Previti che comprò i giudici. E tutti vissero felici e contenti.

 

Ps. L'unico a ricordare la storia più recente della Mondadori è stato Piero Ricca, che ha tentato di volantinare stralci della sentenza in piazza Scala. Ma la Questura ha pensato bene di farlo prelevare con la forza e rinchiudere in commissariato per tutta la durata della cerimonia. Sarebbe interessante sapere dal questore e dal Viminale quale reato commetta un cittadino incensurato distribuendo sentenze della Cassazione e se Milano sia ancora una città libera o sia stata invece annessa a Milano-2. Attendiamo fiduciosi risposte.

 

L’Unità del 15.11.2007


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7 novembre 2007

L’estremo oltraggio. Chi e come ricorda Enzo Biagi

Speravo e aspettavo lo scrivesse...
dal blog: http://www.voglioscendere.it, Marco Travaglio



L'estremo oltraggio

Foto di MissPasta da flickr.comSilvio Berlusconi, tra una serata al Bagaglino e una spallata fallita al governo, ha trovato il tempo e soprattutto la faccia tosta di ricordare Enzo Biagi. Con queste testuali parole: «Al di là delle vicende che ci hanno qualche volta diviso, rendo omaggio ad uno dei protagonisti del giornalismo italiano cui sono stato per lungo tempo legato da un rapporto di cordialità che nasceva dalla stima».

Le vicende che li hanno qualche volta divisi si chiamano diktat bulgaro del 18 aprile 2002, quando l’allora presidente del Consiglio ordinò la cacciata dalla Rai di Biagi, Santoro e Luttazzi per “uso criminoso della televisione”, trovando subito uno stuolo di servi furbi, da Agostino Saccà a Fabrizio Del Noce, pronti a obbedirgli.

Morire a 87 anni può capitare. Rovinare gli ultimi anni di vita a un grande giornalista è un crimine. Mentre salutiamo il grande Enzo, ci auguriamo che, diversamente da Montanelli, abbia trovato il tempo di stilare l’elenco delle facce che non voleva vedere al suo funerale. Mi dicono che ieri il Tg1 ha spiegato agli italiani che Biagi, in seguito “ad alcune divergenze” con la Rai, aveva “deciso” di abbandonarla. Spero che non sia vero, ma temo che lo sia. E’ la vulgata post mortem, che deve mettere d’accordo tutti, a proposito di uno dei più violenti casi di censura mai visti in una democrazia occidentale. Per ristabilire la verità dei fatti, pubblico qui di seguito i capitoli dei due libri che ho scritto con Peter Gomez a proposito di quella vergogna. A futura memoria. 

Enzo Biagi, censura criminosa
da Regime di Peter Gomez e Marco Travaglio (Bur, 2004)

Enzo Biagi si è cacciato da solo
da Inciucio di Marco Travaglio e Peter Gomez (Bur, 2006)




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4 novembre 2007

Violante 1 a Violante 2

Violante 1 a Violante 2

"E' compito del Csm tutelare l'indipendenza e l'autonomia non solo della magistratura, ma di ciascun magistrato nell'esercizio concreto delle sue funzioni, contro attacchi e condizionamenti indebiti, da qualunque parte essi provengano. Gli ispettori inviati dal ministero di Grazia e Giustizia alla procura di Milano non sono magistrati nell'esercizio delle loro funzioni, ma semplici funzionari del ministro Biondi, perfettamente inseriti in una gerarchia amministrativa e conseguentemente tenuti anche all'ubbidienza. Molti esponenti del Polo hanno sostenuto che Borrelli ha quindi criticato altri magistrati come lui. Questo è del tutto falso" (Luciano Violante, Ansa, 10 dicembre 1994).

"Luciano Violante non risparmia le critiche, sia nei confronti della gip di Milano Clementina Forleo sia nei confronti del pm Luigi De Magistris, per aver partecipato alla trasmissione Annozero. 'Un magistrato non deve utilizzare i mezzi dinformazione per cercare consenso o farsi pubblicità', aggiunge. Anche su De Magistris, Violante si augura che il Csm sbrogli la questione presto e sostiene che anche se l'avocazione dell'inchiesta Why Not da parte della procura di Catanzaro 'è criticabile', 'bisognerebbe leggere il decreto per stabilire chi ha ragione, chi ha fatto la ritorsione', inteso tra Mastella e De Magistris. Secondo Violante bisogna che la magistratura sa messa al sicuro da ingerenze del sistema politico, ma non irresponsabile, ovvero - ha spiegato - che cerca consenso invece che nell'applicazione della legge sui mass media, perché questo tipo di magistratura a suo giudizio è 'pericolosa'" (Unitaonline, 28 ottobre 2007).


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23 ottobre 2007

"Anche lo smantellamento del pool antimafia di Falcone e Borsellino, vent’anni fa, fu affidato a quelli che Alfredo Morvillo, magistrato e cognato di Falcone, definì “i professionisti della carte a posto”."


Il golpe bianco

di Marco Travaglio
da: voglioscendere.it

Costituzione della Repubblica Italiana, art. 3: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge”. Art. 25:“Nessuno può esser distolto dal giudice naturale precostituito per legge”. Art. 101: “La giustizia è amministrata in nome del popolo. I giudici sono soggetti soltanto alla legge”. Art. 104: “La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere”. Art. 107: “I magistrati sono inamovibili”.

E’ ancora in vigore, la Costituzione della Repubblica Italiana che sta per compiere 60 anni? Sì, formalmente lo è ancora. Di fatto, non più. Quel che sta accadendo tra Roma e Catanzaro è una sorta di golpe bianco che, diversamente dai golpe-golpe, mantiene la parvenza della legittimità.

Il ministro della Giustizia ha la facoltà di ispezionare un magistrato, di proporlo al Csm per una sanzione disciplinare o per un trasferimento immediato. Il procuratore capo ha la facoltà di revocargli la delega su un’indagine e il procuratore generale di avocargli un fascicolo. Nessuno ha violato la legge, nella guerra scatenata da pezzi del potere politico e giudiziario contro il pm Luigi De Magistris. Tutte le carte sono a posto, anche se il risultato finale di queste azioni legittime è clamorosamente incostituzionale...

Leggi tutto (consiglio caldamente di leggerlo)

Firma la petizione pro De Magistris

Partecipa all'iniziativa: Perché la giustizia in Italia non funziona? 
Con Gherardo Colombo, Raffaele Della Valle, Peter Gomez, Marco Travaglio
22 ottobre, Milano, Camera del Lavoro, ore 20.30ù

leggi anche: La soluzione finale
Due settimane fa, ad Annozero, avevo evocato Licio Gelli e il Piano di rinascita della P2 e me ne hanno dette di tutti i colori. In realtà, ero stato troppo ottimista. Ormai siamo oltre Gelli, oltre la P2. Siamo al golpe politico-giudiziario....>>>continua>>>


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22 ottobre 2007

andreotti, cossiga, taormina, vespa, mentana


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6 ottobre 2007

Travaglio al V-Day di Bologna. grande video.

Il mitico Marco Travaglio al V-Day di Bologna!
buona visione.. e soprattutto: buon ascolto!


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22 settembre 2007

Tony Zermo, eccolo che colpisce ancora!

 Tony Zermo, eccolo che colpisce ancora!
Il giornalista de "La Sicilia", Tony (io aggiungerei anche "Little-Little") Zermo, a pag.5 di questo meraviglioso quotidiano commenta la puntata di Annozero della sera precedente. Ad un certo punto leggo che la sinistra radicale è rappresentata dalle presenze di Sabina Guzzanti e Marco Travaglio.
Secondo me è il ben tornato alla trasmissione, un modo per presentarla ai suoi lettori, come dire... è iniziato Annozero e come ospite fisso sappiate ci sarà sempre un esponente della sx radicale cioè Travaglio. Poi conduce anche Santoro, altro ospite fisso Vauro... insomma il comunismo dilaga in quello studio, statene lontani! O per lo meno sappiate che se sentirete qualche notizia un po' strana, che magari non viene comunicata in  altra trasmissione o Tg, non temete, è pura disinformazione!
Il Kgb vive in rai!

Vi invito a leggere un articolo di Travaglio per avere un po' qualche idea su quest'uomo (Little-little Tony) prostrato dinanzi a Marcello Dell'Utri. Leggetelo, è importante.


http://tgweb.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1327852



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22 settembre 2007

Ecco il video del V-Day a Bologna con Grillo, Travaglio, Guzzanti ecc.

da arcoiris.tv

V-Day: Bologna 8 settembre 2007

V-Day: Bologna 8 settembre 2007 V-Day: Bologna 8 settembre 2007 V-Day: Bologna 8 settembre 2007

See RealPlayer format - ADSL See Windows Media Player format - ADSL Listen to MP3 format



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9 settembre 2007

La telefonata scomparsa. Cuffaro-Berlusconi

Omaggio a Totò Cuffaro e Silvio Berlusconi !
La telefonata scomparsa


Un grazie a Marco Travaglio che oltre a scriverle queste cose, le racconta anche con la propria voce ;)


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9 settembre 2007

Giri di Walter.. Veltroni. Lo vuoi davvero votare??


 Giri di Walter/1
"Per spiegare che cos'è la politica ho pensato di costruire un modello nuovo, che alternasse testi, immagini, spezzoni di film. Ci sono cose molto diverse, da Charlie Chaplin a Gandhi, da Martin Luther King a Craxi, e poi c'è una scena da 'Bobby', un film bellissimo su Robert Kennedy... Il Craxi di Sigonella, quello che difende l'autonomia del nostro Paese, di una politica che assume un respiro internazionale. Non a caso l'ho messo accanto a De Gasperi".
(Walter Veltroni, Corriere della Sera-Bologna, 8 febbraio 2006).

"Hanno già fatto tutto: Craxi a Palazzo Chigi e Andreotti, forse, al Quirinale. Impediamo con il voto che questo patto tra Dc e Psi si realizzi. Le loro decisioni recenti sono una autentica buffonata elettorale".
(Walter Veltroni, Ansa, 11 gennaio 1992).

"Nella sinistra abbiamo passato 15 anni in uno scontro violento. Ci sono state molte colpe, tutti dovremmo fare autocritica, ma per gran parte quanto è successo è stato per colpa della linea politica del Psi di Craxi. Per 15 anni Craxi ha reso impossibile l'unità e la convergenza a sinistra, ha negato alla sinistra una proposta comune e ha reso il Psi subalterno alla Dc. Ha usato la forza del Psi non per favorire, ma per frenare un'innovazione sociale".
(Walter Veltroni, Ansa, 5 settembre 1992).

"Mi sono ribellato all'idea che il problema del Pds sia mettere insieme gli eredi di Berlinguer e quelli di Craxi".
(Walter Veltroni, Ansa, 11 luglio 1996).

(30 agosto 2007)

Giri di Walter/2
"Il mio futuro personale dopo l'esperienza di sindaco di Roma? Prevedo la chiusura della mia esperienza di politica attiva ed istituzionale. L'Africa o qualcosa di simile: l'importante, per me, sarà continuare una missione civica. E non ridurre la vita a una carriera politica. Sono affascinato, quasi ossessionato, da un'idea: una bellissima uscita di scena" (Walter Veltroni, "Che tempo che fa", Rai3, 8 gennaio 2006).

"Non penso affatto di propormi come il futuro leader del centrosinistra. Fare il sindaco di Roma è una esperienza esaltante e continuerò a fare quello. Io successore di Romano Prodi alla guida del centrosinistra? Posso senz'altro escluderlo, anche perché stiamo parlando di una cosa che riguarda un futuro lontano, da qui a cinque anni. Non ci penso affatto, anzi: fra cinque anni io avrò concluso la mia esperienza politica" (Walter Veltroni, ibidem).

(6 settembre 2007)


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6 settembre 2007

Più mafia per tutti

Più mafia per tutti

Meno male che ci sono i mafiosi a ricordarci, ogni tanto, che la mafia esiste. Perché, se dipendesse dai politici, con giornali e tv al seguito, la Procura nazionale antimafia sarebbe già stata riconvertita in Procura nazionale antilavavetri. Ma Cosa Nostra è una cosa seria e non ci sta a farsi scavalcare da un pugno di “vulavà” armati di spugnetta. Così, di tanto in tanto, ci fa sapere che la mafia è viva e lotta insieme a noi. Quasi a sollecitare lo Stato a combatterla almeno un po’, per rendere più competitiva la partita, ma anche per regalare ai picciotti qualche emozione e un pizzico di allenamento. L’altro giorno i boss han fatto l’ultimo tentativo per farsi notare dallo Stato, prima di mettersi a lavare i parabrezza delle auto ai semafori: hanno spedito da Milano al carcere di Opera due cartoline illustrate con la foto dello stadio San Siro e indirizzate a Riina e Provenzano, con il recapito volutamente sbagliato (“via Borsellino”), la data del 20 luglio (il giorno dopo la strage di via d’Amelio) e un saluto inequivocabile: “La pace è finita”. Siccome la posta dei boss è controllata, l’autore delle missive sapeva che sarebbero state intercettate dal Dap, cioè dal governo, cioè dallo Stato che la mafia dovrebbe combatterla. Ma forse la scelta dell’illustrazione - lo stadio di San Siro - è un pensierino anche per il Cavaliere, che quello stadio calca a domeniche alterne con il suo Milan. Già il 22 dicembre 2002 Cosa Nostra usò un altro stadio, quello di Palermo, per issare uno striscione a caratteri cubitali con scritto: “Uniti contro il 41 bis. Berlusconi dimentica la Sicilia”. Un inquietante promemoria di possibili promesse tradite. Tantopiù che qualche mese prima, ii2 luglio 2002, in videoconferenza dal carcere dell’Aquila, il boss Leoluca Bagarella, cognato di Riina, prese la parola dinanzi alla Corte d’assise di Trapani e lanciò un messaggio ai politici che non mantengono le promesse: «A nome di tutti i detenuti ristretti all’Aquila, sottoposti all’articolo 41-bis, stanchi di essere strumentalizzati, umiliati, vessati e usati come merce di scambio dalle varie forze politiche, informiamo la Corte che dal 1 luglio abbiamo iniziato una protesta civile e pacifica con la riduzione dell’ora d’aria... Tutto ciò cesserà quando le autorità preposte dedicheranno più approfondita attenzione alle problematiche che questo regime carcerario impone... I medesimi lamentano il modo in cui il ministro della Giustizia proroga di 6 mesi in 6 mesi il regime particolare del 41 bis... aggirando legge e l’art. 3 della Costituzione.». Subito dopo, la protesta si estese al carcere di Ascoli, quello di Riina. E qualcuno alla Procura di Palermo propose di imbottire di cimici le celle dei boss coinvolti, per sapere dalla loro viva voce qualcosa di più preciso sui politici che usano la mafia come merce di scambio e poi tradiscono gli impegni. Ma l’allora procuratore Grasso non ritenne urgente la misura e la dispose soltanto diversi mesi dopo, quando i boss ormai parlavano d’altro. In compenso il governo si affrettò a stabilizzare con legge ordinaria il 41-bis, gabellandolo per un colpo mortale alla mafia: in realtà, si agevolava oggettivamente il compito dei boss al 41-bis, che poterono chiedere (e spesso ottenere) la revoca dell'isolamento, prima pressoché impossibile quando - come spiegava egregiamente Bagarella -la misura era temporanea e veniva rinnovata di 6 mesi in 6 mesi. Ora Cosa Nostra torna a farsi sotto. Con quali obiettivi? Il "papello" col programma politico della mafia, consegnato da Riina nei primi anni 90 a misteriosi (?) referenti politici, chiedeva sei cose. Quattro - depotenziare i pentiti, addolcire il sequestro dei beni, chiudere le supercarceri di Pianosa e Asinara, svuotare il 41-bis - sono cosa fatta. Ne restano due: la revisione delle condanne definitive per i boss e l'abolizione dell'ergastolo. Della prima si occupa un ddl dell'on. avv. Pecorella, che piace anche a parte dell'Unione; alla seconda lavora la commissione per la revisione del Codice penale al ministero della Giustizia. Forse sarebbe il caso che qualcuno dicesse qualcosa di preciso. Senza, beninteso, distogliere un briciolo di tempo ed energie dalla guerra ai terribili lavavetri.

ULIWOOD PARTY
MARCO TRAVAGLIO
l’Unità (31 agosto 2007)


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permalink | inviato da tgweb il 6/9/2007 alle 22:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa



9 agosto 2007

La Repubblica dei Mandarini. Vi raccomando una attenta lettura!

 La Repubblica dei Mandarini

E ora sta a vedere che il garantista è Bellachioma. Per il dizionario De Agostini, garantismo è la «concezione teorico-giuridica che pone alla base delle istituzioni civili e politiche dello Stato di diritto il rispetto e la tutela delle libertà individuali e collettive del cittadino». E allora, che diavolo c’entra il no di Berlusconi all’uso delle telefonate tra i furbetti e sei parlamentari? La legge Boato del 2003 («scritta coi piedi» secondo Franco Cordero) stabilisce che le intercettazioni si possono sempre usare contro i cittadini normali, salvo che si senta la voce di un parlamentare. Nel qual caso serve il permesso del Parlamento. Dunque antigarantista è la Boato, creando una disparità di trattamento fra cittadini di serie A e serie B: chi ha la fortuna di parlare dei suoi reati con un politico è in una botte di ferro; se uno invece conosce solo gente comune, peggio per lui. Garantismo è proprio assicurare a tutti gli stessi diritti di difesa. Antigarantismo è stabilire che qualcuno è più uguale degli altri. Eppure l’altra sera al Tg5 l’apposito Torlontano spiegava che c’è uno «scontro fra garantismo e giustizialismo», dove ovviamente il garantista è il Cavalier Padrone. Ieri il Platinette Barbuto si sdilinquiva ai piedi del «Cav. garantista rotondo», e lui di rotondità se ne intende. Minzolini ribadiva sulla Stampa la stessa panzana: Berlusconi è «coerente» nel suo garantismo: «ieri ha difeso Previti» (già condannato definitivamente due volte: di che garantismo si va cianciando, visto che i processi sono finiti?) e «domani dirà no sulle telefonate di Fassino e D’Alema» perché è un vero signore (ci sarebbero anche i forzisti Cicu, Comincioli e Grillo, ma Minzo s’è distratto). In realtà Bellachioma sta al garantismo come Erode alla tutela dei bimbi. Basti pensare alla legge antiterrorismo di tre anni fa, che dava ai servizi segreti licenza di intercettare senza autorizzazione del giudice. Perchè allora il «rotondo garantista» vota contro l’uso delle intercettazioni? Intanto perché Cicu, Comincioli e Grillo, che assistevano amorevolmente Ricucci e/o Fiorani e/o Fazio, non agivano su iniziativa privata. Ma per conto del Capo. Gianni Letta non faceva il suggeritore di Ricucci da casa sua, ma da Palazzo Chigi. Poi perché le Camere dovranno occuparsi di altre telefonate che riguardano lui e i suoi cari. A partire da quelle tra lui e Totò Cuffaro, che l’allora procuratore di Palermo Piero Grasso voleva distruggere e il suo successore Francesco Messineo ha riesumato. La prima è quella del 12 novembre 2003, in cui l’ex premier rassicura il governatore sul suo processo per mafia: «Stai sereno.., ho notizie buone.., dall’interno dell’ufficio che si sta interessando di queste cose, per cui ho notizie buone, c’è un orientamento positivo». L’altra è quella del 10 gennaio 2004, in cui Silvio tranquillizza Totò: «Il ministro degli Interni (Pisanu, ndr) mi ha parlato e mi ha detto che...è tutto... sotto controllo». Telefonate profetiche, visto che poi la Procura farà archiviare l’accusa più pesante, quella di concorso esterno in mafia. Resta da capire chi «dall’interno dell’ufficio» informasse Palazzo Chigi e/o il Viminale su decisioni coperte dal segreto investigativo: una fuga di notizie illecita che non ha mai allarmato i politici, sempre occhiuti su quelle (quasi sempre lecite) dei giornali. Per fortuna la nuova Procura di Palermo ha deciso di vederci chiaro e trasmesso le telefonate a Caltanissetta e al Tribunale dei ministri. Si spera che la Camera sia così garantista da non sabotare le indagini. Poi si voterà sulle telefonate fra il senatore Guzzanti e il faccendiere Scaramella, che nell’ultima campagna elettorale trafficavano per «incastrare» Prodi, noto agente del Kgb coinvolto nel delitto Moro. Poi si voterà (dopo 8 mesi di melma) sui tabulati dell’ex sottosegretario alla Giustizia Pino Valentino (An), sospettato di esser la talpa che svelò a Fiorani & C. le intercettazioni su Antonveneta (altra «fuga di notizie» illecita, ma poco interessante per i politici). Poi si voterà sulle intercettazioni del pm catanzarese De Magistris, e lì ce n’è per tutti. Poi si voterà sulle telefonate tra Moggi e  Pisanu, che chiedeva il salvataggio della Torres. S’è già votato invece, alla fine della scorsa legislatura, sulle telefonate che coinvolgono l’ex ministro Ugo Martinat (An) e il sindaco di Salerno Enzo De Luca (Ds), indagati per appalti truccati: il Parlamento ha detto no. Molto bipartisan. Molto garantista.

ULIWOOD PARTY
MARCO TRAVAGLIO
l’Unità (28 luglio 2007)



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