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Ex deputato di Forza Italia mafioso al 100% secondo il tribunale di Palermo

"Un deputato della mafia" nella notte della sentenza

Lunga camera di consiglio del tribunale di Palermo per la sentenza nel processo contro l’ex deputato regionale di Forza Italia Giovanni Mercadante, un radiologo molto noto nel capoluogo siciliano, accusato di associazione mafiosa assieme a un altro medico, Antonino Cinà, e a sette imputati, tra i quali (per una estorsione) Bernardo Provenzano. Ipm Antonino Di Matteo e Gaetano Paci hanno chiesto la condanna di Mercadante a 14 anni di reclusione, di Cinà (e di un altro imputato, Lorenzino Di Maggio) a 16 e di Provenzano a 9. I giudici si sono riuniti in camera di consiglio alle 10 di ieri mattina.

Un processo delicatissimo. Giovanni Mercadante, al contrario di altri politici che in passato sono rimasti coinvolti in inchieste su Cosa Nostra, è accusato di aver fatto parte dell’associazione e non solo di «concorso esterno». Su di lui pesa il sospetto di essere stato una creatura politica di Bernardo Provenzano. Non solo per aver avuto col padrino dei rapporti d’affari nel settore della sanità, ma per aver stabilito un accordo: in cambio dell'appoggio dei clan alle elezioni regionali del 2001 e del 2006 avrebbe garantito l’ingresso in politica, nelle fila di Forza Italia, del nipote di un boss.

Tutto nasce nel 2005-2006 da un’intercettazione ambientale e prima ancora, nel 2001, da un «pizzino» rinvenuto in un covo di Provenzano.
>>continua da l'unità>>

la notizia su La Stampa
la notizia su rai news 24

Pubblicato il 28/7/2009 alle 16.11 nella rubrica Articoli miei e aa.vv..

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