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Dalla Chiesa. La mano fu mafiosa... il resto?

In ricordo di Dalla Chiesa

 


Ieri molti tg hanno mandato in onda servizi sulla commemorazione del prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa inscenando il solito teatrino del "ricordo" e della "lotta alla mafia".

In merito a quest’ultima è inutile accennare alla non credibilità delle nostre istituzioni quando parlano di lottare e sconfiggere Cosa nostra.

Invece, la questione che più mi avvilisce è quella del perché non si vogliono far sapere alla maggior parte dei cittadini i retroscena di quell’omicidio.

Penso sia il modo più giusto per “ricordare” il generale nominato prefetto e spedito a Palermo in quella primavera del 1982.

Perché nessuno ricorda ciò che il generale scriveva nei suoi diari in merito alla sua spedizione a Palermo?

Perché non accennare al resoconto scritto nello stesso diario, dopo essere stato convocato da Andreotti per un incontro?

Cosa scriveva nero su bianco, all’allora presidente del Consiglio Spadolini, della “corrente andreottiana” il generale?

Cos’altro sulle sue preoccupazioni esternate a Rognoni (allora ministro degli Interni) in merito allo scontro che lo attendeva in Sicilia con la corrente andreottiana e Salvo Lima?

Perché quelle resistenze a concedere i poteri di coordinamento che richiedeva?

Quali le anomalie di quell’omicidio?

Chi aveva interesse ad eliminare il generale?

La mafia voleva davvero commettere quel delitto? Gli conveniva?

Cosa dicevano i cugini Salvo in merito a questo omicidio a Vito Ciancimino?

Cosa affermano autorevoli collaboratori di giustizia? Qualche riferimento alla P2?

Perché quella voglia di preannunciare e rivendicare l’omicidio quando ancora il prefetto non aveva posto in essere alcuna azione contro la mafia?

Tante le domande che meriterebbero un piccolo dibattito su giornali e tv.

Nel mio piccolo, consiglio la lettura del libro “Il itorno del principe” per avere un’idea su come da sempre gli alti piani del potere hanno tramato contro i nostri interessi di cittadini.

Infine, ecco le parole proferite ieri da Rita Dalla Chiesa alle quali non è seguita alcuna eco: «Mio padre puntava a minare quei rapporti di collusione fra politica e mafia che hanno fatto tante vittime e che continuano a essere avvolti nel mistero».


P.s.: I cittadini di Palermo tenuti lontano dallla cerimonia e gli stendardi del comune di fronte la celebre lavanderia di Tanino Cinà (già amico di Silvio e Marcello)!!!

Pubblicato il 4/9/2009 alle 22.18 nella rubrica Articoli miei e aa.vv..

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