Blog: http://tgweb.ilcannocchiale.it

Breve osservazione sulla disputa Celentano vs Avvenire e Famiglia Cristiana.



Trovo alquanto peregrina la critica mossa in questi giorni, dal giornalismo dichiaratamente cattolico e non solo, ad Adriano Celentano per le sue provocatorie parole sull'auspicata chiusura delle due celebri testate cristiane.
Premesso che sia sempre giusta la difesa della libertà di espressione, pensiero e stampa, mi domando come mai questi novelli scopritori dei diritti predetti non abbiano proferito verbo quando esponenti (ahimè) delle nostre indecenti istituzioni dichiaravano espressamente di volere l'immediata chiusura di alcune trasmissioni tv (exempli gratia quella di Annozero, ma andrebbe ricordata anche quella del compianto Enzo Biagi, e qui mi fermo, perché la lista rischierebbe di risultar più lunga del presente trafiletto).
E pensare che questi desiderata provenivano da personaggi che avevano tutto il potere e l'influenza per ottenere i risultati voluti (e spesso li hanno pure conseguiti).
Ma il fatto che milioni di persone erano interessate ad ascoltare opinioni non gradite al despota ed ai suoi epigoni, importava a nessuno? Si ricorda qualcuno dei suddetti indignati critici inalberare vessilli di libertà fondamentali del nostro ordinamento?
Tutto bene, direi, finché non si tocca il proprio ubertoso orto.
Del resto, c'è poco da rimaner attoniti.
Questi signori per anni hanno sostenuto, spesso anche manifestamente e senza imbarazzo alcuno, quello che è stato meravigliosamente ed icasticamente definito da Montanelli “la feccia che risale il pozzo”, ovverosia il berlusconismo.

Pubblicato il 19/2/2012 alle 16.3 nella rubrica Articoli miei e aa.vv..

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web